Spesa sanitaria: nel 2021 superata quota 126 miliardi. Scarica il rapporto del Mef

La spesa sanitaria corrente di Conto economico (CE) tra il 2012 e il 2021 è passata da 110.399,3 a 126.640,2 milioni di euro, un incremento medio annuo dell’1,5%

La spesa sanitaria corrente di Conto economico (CE) tra il 2012 e il 2021 è passata da 110.399,3 a 126.640,2 milioni di euro, un incremento medio annuo dell’1,5%. Nell’ultimo anno la crescita è stata del 2,7%. I costi relativi al Covid hanno determinato gli aumenti dell’ultimo decennio. Lo È quanto rileva la Ragioneria dello Stato nel nuovo report sul monitoraggio della spesa sanitaria.

Le Regioni

Nel 2020 tutte le regioni hanno mostrato aumenti di spesa, eccezion fatta per il Molise.

Nell’ultima annualità un tiepido decremento si nota solo in Emilia Romagna e in Calabria. Il Molise è stata l’unica regione in cui la spesa del 2021 è risultata più bassa di quella sostenuta nel 2019. Aumento percentuale più rilevante per la Provincia autonoma di Bolzano, la Valle d’Aosta e il Veneto.

Redditi da lavoro dipendente

La spesa nel periodo 2012-2021 è passata da 35.652,6 a 37.659,3 milioni di euro, facendo registrare un incremento medio annuo dello 0,6%.

La diminuzione nei primi sei anni è fondamentalmente attribuibile alle politiche di contenimento del costo del personale attuate dalle regioni e al mancato rinnovo contrattuale. Dal 2018 è, invece, si è assistito a una ripresa delle assunzioni, alla sottoscrizione dei contratti relativi al triennio 2016-2018. E, anche in questo caso, il Covid ha fatto sentire il suo impatto. Nell’ultimo biennio si sono concretizzati gli incrementi di spesa più rilevanti. Dal 2012 al 2019 si è osservata una riduzione media annua dello 0,1%, mentre nei due anni successivi è riscontrabile una crescita media annua del 3%.

Il 2020 ha presentato un aumento (+3,6%) più elevato di quello realizzatosi nel 2021 (+2,4%). A livello di singola regione, la Liguria, il Molise e la Calabria nel 2020 e la Valle d’Aosta, la provincia autonoma di Trento, l’Umbria e la Basilicata nel 2021 hanno presentato diminuzioni di spesa. Il Molise e la Basilicata sono state, inoltre, le uniche regioni con una spesa nel 2021 più bassa di quella del 2019.

La provincia autonoma di Bolzano, il Lazio e la Puglia hanno, invece, fatto osservare gli incrementi percentuali maggiori tra il 2019 e il 2021. Nell’ambito del costo del personale, tuttavia, si rileva tra le diverse regioni una differente composizione tra personale a tempo indeterminato e personale a tempo determinato, quest’ultimo, atteso in incremento, in relazione ai provvedimenti legislativi emergenziali.

Spesa farmaceutica

La spesa nel periodo 2012-2021 è passata da 7.856,8 a 11.816 milioni di euro, con un corrispondente incremento medio annuo del 4,6%.

Nel decennio in esame, l’aggregato ha mostrato una crescita fino al 2018 per poi evidenziare una contrazione nell’anno successivo dovuta sostanzialmente all’incasso del pay-back relativo per il superamento del tetto della spesa ospedaliera relativo al periodo 2013-2017 a seguito della risoluzione dei contenziosi amministrativi con le aziende farmaceutiche. Nel 2020 è rinvenibile una crescita del 5,8% presumibilmente per le necessità legate con l’emergenza sanitaria da Covid-19. L’aumento risulta comunque mitigato dalla contabilizzazione del pay-back per il superamento del tetto della spesa farmaceutica per consumi diretti relativo al 2018.

Nel 2021 è scontata una nuova contrazione (-2,3%) sostanzialmente per l’introito del pay-back per superamento del tetto di spesa per gli acquisti diretti riguardante l’annualità 2019 e una quota di quello riguardante dell’annualità 2020.
A livello regionale, il Friuli Venezia Giulia e la Puglia hanno fatto registrare nel 2020 costi inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente. Nel 2021 il decremento complessivo della spesa si è riflettuto parimenti su diverse regioni che in alcuni casi hanno mostrato contrazioni anche superiori al 10%, come per la provincia autonoma di Bolzano, la Lombardia e la Toscana, anche in relazione alle dinamiche dei rimborsi per pay-back farmaceutico di cui sopra.

Nell’ultima annualità il Piemonte, la Lombardia, la provincia autonoma di Bolzano, la Toscana, il Molise e la Puglia hanno fatto registrare una spesa inferiore a quella sostenuta nel 2019, mentre la provincia autonoma di Trento, la Sicilia e la Sardegna hanno presentato la crescita percentuale più consistente.

Farmaceutica convenzionata

La spesa dal 2012 al 2021 è passata da 8.891,3 a 7.374,5 milioni di euro, quindi una riduzione media annua del 2,1%. Escludendo l’ultima annualità l’aggregato ha evidenziato una continua contrazione. Consistente è risultato il calo (-3,5%) nel 2020 presumibilmente per il minor ricorso a tale forma di assistenza per via delle restrizioni imposte dal Covid-19, nonostante sia stata garantita comunque la prescrizione mediante la ricetta elettronica. Nel 2021 si è, invece, evidenziato un incremento (+1,2%), probabilmente per la ripresa dell’operatività in seguito all’allentamento delle misure restrittive nonché per  alcuni costi connessi alla nuova remunerazione delle farmacie e eventuali spese relative al Covid. Nel 2020 tutte le regioni hanno evidenziato un decremento, eccezion fatta per la provincia autonoma di Trento.

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