L’allarme di Letizia Moratti: “Riorganizzare MMG, a rischio 7 miliardi per sanità territoriale”

Il vicepresidente lombardo Moratti a Direzione Nord: "Il Governo si attivi sui medici di medicina generale, 7 miliardi dal Pnrr a rischio"

“Grande risorsa” ma “il governo si deve attivare sui Medici di Medicina Generale” per non perdere “sette miliardi del Pnrr sulla sanità territoriale”. Lo ribadisce due volte Letizia Moratti affinché il messaggio passi chiaro e forte. Per attivare le Case di Comunità, la pietra miliare della “Missione Sanità” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e della riforma della sanità lombarda, è necessaria una “riorganizzazione dei Medici di Medicina Generale entro maggio 2022”.

è una della “milestone” europee connesse al Pnrr per permettere l’arrivo dei fondi previsti da Next Generation EU. L’assessore al Welfare e vicepresidente di Regione Lombardia lo dice il 13 dicembre prima dal palco del Palazzo delle Stelline di Milano in un’intervista one-to-one con il direttore di True-News, Fabio Massa, e poi a margine di Direzione Nord, la kermesse organizzata da Inrete, gli “Amici delle Stelline” e in collaborazione con Fondazione The Bridge.

I medici di base al centro del dibattito: botta e risposta a distanza con Sala

Sono proprio i medici di base ad essere al centro dell’attenzione e del dibattito. Sulla “carenza” di professionisti in alcuni quartieri, espressa con toni molto duri dal sindaco di Milano Beppe Sala, Letizia Moratti crede che “non si possa generalizzare: ci sono medici straordinari, dediti al lavoro, ma credo che il sindaco Sala si riferisse a una osservazione che ho fatto anche io, che riguarda la sanità territoriale”.

“Noi – prosegue la vicepresidente della Lombardia – abbiamo approvato questa legge sul potenziamento della sanità che prevede tempi e risorse certe, 1,2 miliardi di euro dal Pnrr e 800 milioni dai fondi regionali per 203 case di comunità, 60 ospedali di comunità e 101 centrali operative territoriali”. Oltre a questo “si prevedono ambulatori territoriali diffusi, fatti da medici di medicina generale, in collaborazione dei Comuni, con risorse date dalle Regione: è una riforma che sicuramente va a potenziare in maniera significativa la sanità territoriale, compresa l’assistenza domiciliare integrata”.

 

 

Moratti: “Il Pnrr richiede una diversa organizzazione del lavoro dei medici”

“C’è però un punto importante – avverte Moratti –: il piano nazionale di ripresa e resilienza per la sanità prevede una ‘milestone’, una pietra miliare europea, che richiede una diversa organizzazione del lavoro dei Medici di medicina generale (MMG) entro maggio 2022, al fine di permettere l’attivazione delle Case di comunità.

Se l’Italia non dovesse rispettare questa riorganizzazione, non arriverebbero i 7 miliardi di fondi per la sanità territoriale. E non saremmo in grado di attivare le case di comunità”. Per questa ragione “chiediamo che il Governo si attivi per la riorganizzazione dei Medici di Medicina Generale per far sì che la milestone europea sulle Case di Comunità venga rispettata”.

Moratti: “L’orgoglio lombardo è ripartito”

Nodi critici ma anche “l’orgoglio lombardo” che “è ripartito”.

A quasi un anno dall’inizio del suo incarico in Regione Lombardia, 11 gennaio 2021, Moratti ha voluto parlare dei “primi mesi” che “sono stati molto difficili, duri” in cui “abbiamo dovuto lavorare su un rafforzamento del piano vaccinale, che non era ancora completamente strutturato, e per un accesso ai vaccini più semplice rispetto a come erano stati predisposti”. “Con l’arrivo al governo di Mario Draghi siamo partiti con un piano vaccinale che ci vede tra i primi al mondo.

Credo sia ripartito l’orgoglio lombardo”.

Ripercorrendo i mesi più duri della pandemia da Covid, Moratti ha quindi ricordato che “La Lombardia aveva vissuto un dramma, con i lutti e anche il peso di un’immagine della Regione che non era giusta, in quanto prima Regione ad essere colpita da un virus subdolo, e non aveva cure né vaccini. Era un Lombarda forse in ginocchio, ma non era vinta”.

La campagna vaccinale anti Covid ha raggiunto il 93% delle adesioni

A dimostrarlo oggi ci sono i numeri della campagna vaccinale, inclusa la terza dose, illustrati dal palco delle Stelline di Milano: “La Lombardia si sta dimostrando una Regione estremamente virtuosa, siamo al 93% dell’adesione alla campagna vaccinale anti Covid, siamo al 90% di persone che hanno completato il primo ciclo vaccinale, e anche sulle terze dosi stiamo andando molto bene con una media di 90mila al giorno. Superiamo così il target che ci è stato dato dal commissario Figliuolo”.