Ida Ramponi (ASST Crema): “La nuova riforma ha un impatto molto forte sulle nostre strutture”

Ida Ramponi, direttrice generale dell'Asst Ospedale Maggiore di Crema, accoglie di buon occhio la riforma lombarda

Con la nuova riforma socio-sanitaria lombarda, l’ASST diventa  la sede di rilevazione dei bisogni del territorio in raccordo con la Conferenza dei Sindaci a livello di direzione generale e con i delegati dei Sindaci a livello distrettuale. Vengono previsti il Collegio e il Consiglio di rappresentanza dei Sindaci (art. 25). Viene inoltre valorizzato il ruolo del volontariato (art. 29) e vengono istituiti il Forum di confronto permanente con le associazioni di pazienti, il Forum del terzo settore, il Tavolo regionale di confronto permanente con le organizzazioni sindacali, l’Osservatorio regionale con le associazioni di rappresentanza di enti locali, sindacali e professionali.

“Impatto molto forte sulle nostre strutture”

Ida Ramponi è direttrice generale dell’Asst Ospedale Maggiore di Crema e accoglie di buon occhio la riforma: “Nelle nostre strutture ha un impatto molto forte perché credo che l’evoluzione della sanità e dell’assistenza ai pazienti abbia nella duplicità, nell’erogazione dei servizi ospedale e territorio la sua connotazione naturale. Non mi piace dire che comunque questa esperienza del Covid ha cambiato il sistema di erogazione però è vero anche che alcune difficoltà che si sono verificate, sia nella centralizzazione dell’ospedale sia forse in qualche mancanza sul territorio, hanno fatto emergere alcune criticità”.

“Fondamentale l’aggregazione dei servizi”

Aspetti su cui la riforma è intervenuta seguendo principi importanti a partire – prosegue Ramponi – dalla sussidiarietà. “E ne parlo – aggiunge la direttrice generale – rispetto alla prossimità e anche all’aggregazione dei servizi in un unico luogo perché quello dei luoghi della sanità sembra un un modo di dire ma in realtà, invece, è un aspetto fondamentale della norma”. Il cittadino deve sapere dove rivolgersi, districarsi nella geografia delle infrastrutture. E la tecnologia corre incontro alle esigenze dei pazienti. Ancora Ida Ramponi: 

“In questi due anni abbiamo sperimentato alcuni strumenti come la telemedicina per la riabilitazione, le conferenze o il fatto di garantire collegamenti a distanza. E credo che anche questo, rispetto all’erogazione dei servizi e alla creazione di infrastrutture che mettano in relazione i diversi diversi centri di erogazione, sia fondamentale per i cittadini. In questo senso la Regione sta cercando di costruire un sistema globale che risponda a tutte le aziende: non si guarda più magari a progetti sviluppati singolarmente ma a qualcosa di circolare che consenta ai cittadini di rivolgersi a tutti i centri della Lombardia avendo le stesse risposte”.