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Cts e Comitato Prezzi e Rimborso di AIFA? Spunta l’emendamento per la Commissione Unica

La proposta dei deputati Stumbo e Dori di Liberi e Uguali: una Commissione Unica al posto di Cts e Cpr. Ecco la riorganizzazione della sanità

Unificare la Commissione Consultiva Tecnico-Scientifica (Cts) con il Comitato Prezzi e Rimborso dell’Agenzia Italiana del Farmaco? Ecco l’emendamento alla Camera dei Deputati.

Cts e Cpr di Aifa? L’idea di una “Commissione Unica”

La proposta è quella di creare una “Commissione unica” con “la previsione di un più equo compenso da riconoscere ai suoi componenti”, un aumento “del numero di questi ultimi” e “un allungamento dei tempi di durata in carica”. È quanto si legge nell’emendamento presentato dagli onorevoli Nicola Stumpo e Devis Dori di Leu al Decreto Legge 111/2021 recante “Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti”. Il Dl è stato presentato il 6 agosto ed assegnato alla XII Commissione Affari sociali. L’iter in Commissione è iniziato invece il 7 settembre 2021, ed il 9 settembre – termine ultimo per la presentazione degli emendamenti – sono stati presentati 269 richieste di modifica.

Sanità italiana, ecco la riorganizzazione

La misura per il riordino delle funzioni e dei compiti attribuiti a Cts e Cpr (oltre che di emolumenti, durata delle nomine e numero dei componenti), attraverso una Commissione Unica, prevede la conferma degli attuali componenti nominati nel 2018 con decreto ministeriale, e si inserisce dentro il tentativo di una più ampia riorganizzazione e ristrutturazione delle principali istituzioni sanitarie d’Italia: Aifa ma anche l’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas), il Consiglio Superiore di Sanità e il Ministero della Salute.

Nuove regole per il Consiglio Superiore di Sanità

Un altro emendamento a firma degli onorevoli Stumpo e Dori prevede di modificare il meccanismo di nomina e composizione del Consiglio Superiore di Sanità. Il Consiglio di amministrazione dell’Istituto Superiore di Sanità verrebbe infatti “nominato dal Ministro della salute” con “una durata di quattro anni” per essere composto dal “Presidente” e da “un esperto designato dal Ministero della Salute, un esperto designato dalla Conferenza unificata, un esperto designato dal Ministro della ricerca e dell’università e un esperto eletto dai ricercatori tecnologici dell’Istituto”.

Ministero della Salute, due dirigenti in arrivo

Nello stesso Ministero della Salute un altro prevede la modifica della “dotazione organica della dirigenza di livello generale” incrementandola “di due unità” ma “con corrispondente riduzione nell’ambito dei ruoli dirigenziali di un numero di posti finanziariamente equivalente, da effettuarsi con il medesimo provvedimento di riorganizzazione dell’Amministrazione” e senza che quindi ne derivino “nuovi o maggiori oneri alla finanza pubblica”.

Aifa e Agenas, bloccati gli emendamenti per le assunzioni

Sono stati dichiarati invece inammissibili altri due emendamenti al decreto che prevedevano l’assunzione di personale in capo ad Aifa e ad Agenas. Nello specifico si trattava di sette nuove figure dirigenziali di livello generale e 28 unità di personale in forza ad Aifa per “l’ottimizzazione dei processi autorizzativi, ispettivi e di farmacovigilanza, nonché la promozione della ricerca scientifica di carattere pubblico sui settori strategici del farmaco, e in considerazione dell’attribuzione all’Agenzia di nuove funzioni anche a seguito della pandemia da COVID-19, quali l’autorizzazione alla sperimentazione di nuove cure e vaccini”.

Stessa sorte per l’emendamento che prevedeva l’assunzione di 70 unità di personale in Agenas per far fronte alle “esigenze di supporto alle regioni in piano di rientro, di monitoraggio delle liste di attesa”, “per il recupero delle prestazioni sanitarie non erogate a causa dell’emergenza COVID-19” e “per il supporto al Ministero della salute e alle regioni e province autonome in sede di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.