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Il buco da 25 milioni di H-Farm

Che tegola per il gioiello dell’innovazione trevigiana H-Farm, da tempo convertitosi in polo per la formazione, finito in questi giorni al centro di una disputa sul futuro di Cattolica Assicurazioni. Anche se i rumor erano diffusi da tempo, il nodo è venuto al pettine proprio nei primi giorni del 2021, quando un report dell’IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ha portato alla luce una realtà preoccupante. Dal 2013 a oggi, infatti, l’investimento fatto da Cattolica in H-Farm “avrebbe provocato una perdita di 25 milioni di euro”. Nel verbale consegnato al gruppo veronese si denuncia anche una “mancata considerazione del rischio” da parte dei vertici, chiedendo un profondo ricambio del Cda vista l’ormai prossima trasformazione in Spa dell’azienda.
 
A legare il gruppo assicurativo alle sorti della “farm” non è tanto l’investimento diretto nell’incubatore (Cattolica ne deteneva solo il 4,5%, sceso al 3,7% dopo la recente ricapitalizzazione) quanto lo strumento partecipativo emesso da H-Farm a fine 2019, su cui Cattolica ha investito 7 milioni a fondo perduto, e il progetto H-Campus, di cui la compagnia controlla il 60% (e che è stato sviluppato nella tenuta di Ca’ Tron, di proprietà del gruppo). Ecco il cuore dello scontro tra il top manager Alberto Minali e il presidente di Cattolica Paolo Bedoni, con il primo che chiede una “ristrutturazione di un oggetto che ha risultati poco brillanti da troppo tempo”. Il rendez-vous era solo questione di tempo. Domenica scorsa l’annuncio ufficiale del ritiro di Bedoni dal ruolo di presidente alla prossima assemblea degli azionisti, che si terrà ad aprile. Dopo il giudizio “sfavorevole” dell’IVASS era inevitabile, soprattutto per evitare un “pregiudizio potenziale per la solvibilità del gruppo”.

Malgrado tutto, Bedoni si è difeso scaricando parte delle responsabilità “a una situazione pregressa” e precisando: “Non usciamo da un fallimento, avendo un solvency ratio vicino al 200% dopo l’aumento, un risultato operativo nella fascia alta delle attese. La situazione si è complicata per i recessi”. Intanto, però, un’era sta per finire – per Cattolica, certo, ma anche per H-Farm.