Home Future Chi è Raffaele Piscitelli, alias Califfo, falegname tiktoker: “Vi insegno il legno, burdél”

Chi è Raffaele Piscitelli, alias Califfo, falegname tiktoker: “Vi insegno il legno, burdél”

Chi è Raffaele Piscitelli, alias Califfo, falegname tiktoker: “Vi insegno il legno, burdél”

“At salut, burdél” è il suo tratto distintivo, che in dialetto romagnolo significa “Vi saluto, ragazzi”. Sui social si definisce “woodblogger”, ma al telefono preferisce specificare: sono un “maker”, ovvero una persona che sa realizzare qualcosa con abilità manuale. Potremmo definirlo anche un “influencer del legno”. Insomma, lui è Raffaele Piscitelli, in arte Califfo, giardiniere di professione e falegname per passione.

Classe ’90, si definisce romagnolo al 75% e, grazie ai video in cui mostra come realizza le sue creazioni hand-made, su TikTok ha una community di oltre 324 mila follower e 4.5 milioni di ‘mi piace’, mentre su Instagram lo seguono oltre 175 mila persone. La sua filosofia? Dare valore alla materia prima e al concetto di artigianato: così è diventato una delle voci più autorevoli sul web quando si parla di legno. Il suo sogno è aprire un laboratorio tutto suo dove poter continuare a lavorare alle sue creazioni.

Raffaele Piscitelli, alias Califfo: l’intervista al falegname tiktoker 

Innanzitutto, perché Califfo?

“In onore di Franco Califano e della sua canzone “La mia libertà” i miei amici mi hanno dato questo soprannome quando ero giovane e da lì mi è rimasto. In fondo sono sempre stato un po’ patacca (spigliato, ndr) e un po’ artista nella mia vita: mi piacciono l’arte, il canto e la recitazione”.

Giardiniere nella vita e falegname sui social. Come mai questa scelta di campo?

“Per varie ragioni. Innanzitutto il giardinaggio è la mia professione, mentre la falegnameria è il mio grande sogno, che ho sempre coltivato, quindi sui social ho deciso di separare lavoro e passione. Inoltre, il fai-da-te è qualcosa che può interessare un gran numero di persone, perché in casa c’è sempre qualcosa da riparare. Infine, il legno è un materiale così affascinante, che tutti abbiamo nelle nostre abitazioni e che racconta tante storie, da quella del boscaiolo che abbatte l’albero a quella della segheria che lo taglia, dal falegname che lo lavora alle famiglie che, di generazione in generazione, si tramandano mobili e oggetti d’epoca, come facevano anche i miei nonni. In fondo sono un romantico”.

 

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Come è iniziata questa avventura social?

“Ho iniziato a caricare video su TikTok durante la pandemia. Vedevo altri profili diventare virali, anche per ragioni poco comprensibili se vogliamo dirla tutta, quindi ho pensato: io qualcosa so fare, perché non provare? Avevo capito che a fare la differenza non era tanto la qualità dei video condivisi, ma l’autenticità nel raccontarsi e il coraggio di metterci la faccia. Così, smartphone alla mano, ho cominciato a riprendermi nelle mie attività da falegname e mostrare la mia vita con spontaneità ed ironia, coinvolgendo anche quella che allora era la mia fidanzata e oggi è mia moglie (da poco è nato il loro primo figlio, ndr): registriamo le nostre scenette di vita quotidiana, pensando a quello che capita un po’ in tutte le famiglie, per strappare un sorriso”. 

Perché il debutto su TikTok rispetto ad altre piattaforme?

“L’ho scelto perché dava una maggiore possibilità di farsi seguire anche da persone sconosciute, attraverso la sezione ‘Per te’. Su Instagram, invece, oltre ad esserci uno stile più patinato, si veniva seguiti solo da persone che ti conoscevano già, anche se nel tempo anche qui sono stati introdotti i reel. Poi ho comunque ho deciso di portare avanti entrambi questi social, mentre non sono presente su YouTube, perché qui è richiesta la realizzazione di video più lunghi ed impegnativi. Al momento non ho modo di realizzarmi, perché ancora non mi dedico a tempo pieno a questa mia nuova attività, avendo ancora quella di giardiniere, come invece punto a fare a partire dal 2024. E poi, anche da spettatore, ho sempre preferito pillole video di 3 minuti, più veloci ed immediate”. 

Che cosa piace ai follower?

“Sono molto soddisfatto, perché ho una community molto attiva ed interessata a quello che faccio. Ci sono persone che mi seguono fin dall’inizio, i fan della prima ora, insomma, e questo mi fa piacere, perché significa che la genuinità dei contenuti è rimasta, pur essendomi io evoluto. Ricevo 70-80 messaggi privati al giorno e cerco di ritagliarmi il tempo per rispondere a tutti, soprattutto a chi mi chiede consigli su lavori che sta realizzando o vorrebbe realizzare. Il bello, poi, è lo scambio reciproco che nasce con i follower: dato che non sono falegname di professione, amo anch’io ricevere suggerimenti da chi fa questo mestiere ed ha più esperienza di me, perché mi aiutano a migliorare e a crescere”.

Con gli hater come va?

“Devo dire che non ne ho praticamente, i commenti che ricevo sono tendenzialmente costruttivi. Credo che da questo punto di vista l’umiltà mi abbia aiutato tantissimo: ho messo subito in chiaro che non ero un falegname professionista e che mi stavo cimentando in attività spesso nuove anche per me. Quando ho ricevuto suggerimenti, ho sempre riconosciuto il merito altrui”. 

Nel tempo ha avviato anche collaborazioni con vari brand. Come li seleziona?

“Cerco di scegliere rimanendo innanzitutto nell’ambito della qualità e della serietà: mi affido a brand che utilizzo io stesso nella mia vita, cercando di variare la fascia di prezzo di riferimento. Non tutti ovviamente si possono permettere un trapano da 450 euro, quindi penso anche al grande pubblico, che ha bisogno di fare qualche lavoretto a casa. L’importante, come ho già detto, è sempre essere trasparenti verso le persone”.

@_califfo C’è solo una cosa da dire su questo progetto: MAI PIÙ. Su questa scacchiera ci sono stato sopra talmente tanto tempo che ne esco traumatizzato! Ma anche abbastanza soddisfatto. Manca in realtà qualche finezza ma tanto non sarei comunque riuscito a fare vedere tutto, quindi prendete quel che c’è! At salùt! #chess #scacco #scacchi #chessmaster #checkmate #scaccomatto #game #gioco #spiritoartigiano ♬ suono originale – _califfo

Di recente ha partecipato a Macerata a un evento organizzato da Confartigianato in collaborazione con TikTok, il cui hashtag era #spiritoartigiano: una via per far riscoprire antichi mestieri?  

“Quello dei lavori manuali tradizionali è un tema piuttosto controverso: tutti li ammirano, perché sempre meno persone sono in grado di farli, ma pochi sono  poi disposti a riconoscere il valore economico di queste conoscenze e competenze. Per questo è importante, anche grazie al contributo di questo social, che gli artigiani escano dalle loro botteghe ed si aprano a un’economia più legata alla digitalizzazione, perché oggi più che mai c’è bisogno di farsi conoscere e svelare il ‘dietro le quinte’ del settore. Io l’ho sperimentato in prima persona e vorrei ora contribuire a dare un’immagine più innovativa di questi cosiddetti antichi mestieri”.