Trump & co: che cosa dicono i primi tweet dei riammessi di Elon Musk

C’è via vai su Twitter. Per Kanye West, che oggi esce, ci sono altri che rientrano, primo fra tutti Donald Trump. Ma l’ex presidente Usa non è l’unico a essere stato riammesso al social network dei cinguettii, dopo essere stato bannato in passato. Elon Musk ha dichiarato infatti che con lui inizia una nuova era, basata su una moderazione dei commenti meno severa. Una scelta da cui sono nate molte preoccupazioni, che lui poi ha cercato di tamponare spiegando come “Twitter ovviamente non può diventare un inferno libero, dove si può dire qualsiasi cosa senza conseguenze!”.

Twitter, Elon Musk banna Kanye West 

E così, ecco innanzitutto il caso Kanye West: il discusso rapper ha pubblicato un post con l’immagine della svastica e della stella di David. Solo poche ore prima aveva detto che “ci sono cose buone in Hitler”. Musk è intervenuto in prima persona: “Ho fatto tutto quello che ho potuto, ma nonostante questo è tornato a violare le nostre regole contro l’incitazione alla violenza, l’account sarà sospeso”, ha annunciato.

Il ritorno di Donald Trump su Twitter

Per un famoso che va, c’è un famoso che rientra: Donald Trump. Il nuovo CEO di Twitter ha preso la decisione di riammetterlo attraverso un sondaggio tra gli utenti. “Vox Populi, Vox Dei”, ha spiegato. Ventiquattro ore dopo, il  51.8% dei voti era a favore della riattivazione di @realDonaldTrump.

Il profilo è tornato subito online, ma l’ex presidente non si è ancora fatto sentire. Nessun tweet, nessun segno di vita. Tutto è fermo all’inizio del 2021, quando The Donald era stato espulso dopo aver violato le regole contro l’incitamento alla violenza: era il 6 gennaio, giorno in cui la folla prese d’assalto il Campidoglio. 

Da allora Trump non ha più potuto utilizzare la piattaforma, nonostante i tentativi di aggirare il divieto e una causa fallita per ottenere il ripristino dell’accesso. C’era quindi grande attesa per le sue prime parole dopo il via libera di Elon Musk e invece… Il silenzio. Forse c’era da aspettarselo, perché aveva dichiarato che non sarebbe tornato a twittare anche se il suo account fosse stato riattivato.

Scrittori e comici, gli altri reintegri eccellenti

Se Trump fa l’offeso, altri hanno preso di buon grado la loro reintegrazione. Prima dell’ex presidente, nel mese di novembre hanno fatto il loro gran ritorno su Twitter altri nomi famosi, come lo psicologo e scrittore Jordan Peterson, il sito di satira conservatrice The Babylon Bee e la comica Kathy Griffin.

Peterson, per esempio, ha ricominciato a twittare e ritwittare intensamente, alzando da un argomento all’altro. Il primo messaggio? “I’m back”, accompagnato dalla faccia di Jack Nicholson in “Shining”. Lo scrittore era stato bannato nel luglio 2022 per una frase sull’attore trans Elliot Page, a cui lui si era riferito con il suo nome originario, Ellen Page, accusandolo di “essersi fatto rimuovere i seni da un medico criminale”. Il tweet offensivo ha portato alla sospensione di Peterson, che peraltro aveva pure dichiarato che avrebbe preferito morire piuttosto che cancellarlo.

“Siamo tornati. Lasciatevelo dire”, ha twittato invece il sito di satira conservatrice The Babylon Bee, che nel profilo si presenta così: “Fake news you can trust”. Il ban era arrivato a marzo per un tweet simile, in cui si prendeva di mira Rachel Levine, donna trans che attualmente ricopre la carica di assistente segretario alla Sanità degli Stati Uniti. Pure The Babylon Bee ha ricominciato ad usare intensamente l’account, anche sui temi delicati del gender. Per esempio, pubblicando la notizia (fake) che Starbucks offre caffè gratis a chi indovina correttamente il sesso del barista.

 

Infine, un altro account riammesso è quello appartenente alla comica Kathy Griffin, che era stato bannato solo 11 giorni prima nell’ambito della campagna di Musk contro le imitazioni. Lei aveva impersonato lo stesso CEO in un tweet sulle elezioni di metà mandato: dopo la sospensione, ha trovato il modo di tornare sulla piattaforma digitale utilizzando l’account della madre defunta, Maggie Griffin, con l’hashtag #FreeKathy.

Quando Musk ha dato la notizia della sua reintegrazione, Griffin ha risposto con un post su Instagram. “Dear Eilon, you f**ked up, fool. I’m going downstairs to my basement of heads. You’re up. Xxoo, The Beheader” (Caro Eilon, hai fatto una cazzata, idiota. Scendo nella mia cantina di teste. Tocca a te. Xxoo, Il decapitatore). Il refuso nel nome di Musk non è casuale ed arriva in risposa al refuso del CEO nello scrivere il nome di Griffin nome (e anche quello di Peterson, per la verità). 

Al momento i suoi tweet sono protetti: solo i follower approvati possono leggere cosa (forse) ha scritto @kathygriffin negli ultimi giorni. 

 

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