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Le antenne per il 5G in Italia procedono, tra ritardi e paranoie

L'Italia è in ritardo nell'installazione delle antenne per il 5G. Colpa della pandemia, ma anche dei cospirazionisti e dei sabotaggi.

Ci risiamo, è tempo di 5G in Italia e antenne da installare. Mentre il mondo rincorre speranzoso il ritorno alla normalità, anche la tecnologia di comunicazione torna a fare capolino nelle cronache. Perché questi sono mesi cruciali nell’installazione di queste antenne tanto attese (o famigerate).

Il 5G, infatti, è stato per anni lo spauracchio di cospirazionisti vari, prima che il vaccino anti-Covid gli rubasse la scena. Dopo gli inevitabili rallentamenti causati dalla crisi sanitaria, la costruzione di antenne di nuova generazione sono riprese. I problemi, però, rimangono, e sono sempre i soliti.

I comuni procedono in ordine sparso

Innanzitutto è bene sottolineare che sotto l’ombrello del 5G finiscono servizi di vario tipo. E di velocità diverse. Come spiega Il Sole 24 Ore, “a seconda dell’operatore il 5G può arrivare al massimo a 2 Gigabit o a 855 Mbps (meno della metà) o anche una velocità intermedia tra le due”. Per arrivarci, comunque, servono antenne sofisticate di tipo MIMO (Multiple Input Multiple), le stesse che ispirano ancora oggi leggende complottiste di vario tipo.

Sono molti i comuni – specie di piccola dimensione – che hanno ritardato l’installazione di questi apparecchi proprio perché preoccupati dai loro possibile effetti. E il dubbio – infondato – serpeggia ancora oggi, nel 2021. Specie sulle chat di Telegram, dove circolano gruppi specializzati di “guerrieri” anti-5G, responsabili di atti di sabotaggio e vandalismo. Queste antenne non sono però facilmente riconoscibili e spesso vengono scambiate per quelle tradizionali, provocando l’interruzione del segnale mobile in diversi comuni.

A poco sono serviti le guide sull’argomento, subito scambiate per “propaganda” da chi è convinto che dietro al 5G si nasconda chissà quale minaccia.

Obiettivo 2022, tra milioni di richieste

Ed è un peccato, perché una parte minoritaria del Paese sembra rallentare un processo che interessa milioni di persone. Secondo una stima di Ericsson, in Italia potrebbero passare al 5G cinque milioni di utenti mobile, quest’anno. Un buon numero, ma il tempo scorre e bisogna fare in fretta.

Nel giugno 2022, infatti, le televisioni libereranno definitivamente le frequenze più ambite per questa tecnologie. Parliamo dei 700 megahertz, ideali per una copertura a banda larga, con cui raggiungere anche le aree meno centrali e densamente abitate. Dicembre è ormai dietro l’angolo e il 2022 ormai è qui: insomma, siamo già in ritardo.

Il 5G e i ritardi all’Italiana

La causa di queste lungaggini è la scelta di “cautela” fatta dall’Italia. La Commissione europea aveva chiesto di attivare i 700 Mhz già dal 2020 ma il Paese ha agito con più calma, anche perché distratto da ben altri problemi. Di conseguenza, come spiega Wired, ora ci ritroviamo a fare di fretta, mentre un manipolo di debosciati minaccia sabotaggi. Anche quando non si verificano attacchi fisici alle antenne, le fake news fanno comunque danni, spargendo disinformazione sui “rischi” della connessione ultra-veloce.

Il tutto, nonostante le tecnologie siano pronte e le aziende pure. La rete 5G di Tim, per esempio, si è appena aggiudicata il titolo di “più veloce d’Europa”. Ora però bisogna portarla ai consumatori, senza troppe storie.

(Foto: un’antenna 5G / Envato)