La sostenibilità non come parola d’ordine da convegno, ma come pratica culturale, sociale e collettiva. È da questa idea che nasce “Insostenibile“, festival di cinema e arti performative ideato e curato dall’associazione 24FPS, che nel 2026 arriva alla sua sesta edizione con otto appuntamenti in programma dal 25 giugno al 16 luglio tra Parma e provincia. QUI IL SITO DEL FESTIVAL
Il festival attraverserà contesti centrali e periurbani della città, ma anche aree montane e naturali, rafforzando il legame tra arti, comunità, territorio e ambiente. Un percorso che intreccia cinema documentario, teatro civile, musica, letteratura, giornalismo d’inchiesta, incontri pubblici ed escursioni in natura, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico intergenerazionale e aprire una riflessione sui modelli di sviluppo, sulle scelte individuali e collettive e sul rapporto tra comunità e ambiente.
Il tema 2026: comunità come cura e responsabilità
Il tema dell’edizione 2026 è “comunità“, intesa come spazio di condivisione, cura e responsabilità collettiva nei confronti dei territori e dell’ambiente. Una parola che nel progetto del festival tiene insieme destini comuni, vite spesso non ascoltate, corpi, piante, terra, persone e paesaggi. In un tempo attraversato da guerre, crisi ambientali e fratture sociali, “Insostenibile” propone la cultura come strumento per riconoscersi parte di un obiettivo comune di giustizia sociale e climatica.
Come immagine simbolo della sesta edizione è stato scelto un disegno di Majed Shala, artista palestinese. Il cactus, capace di vivere in terreni aridi e produrre frutti in condizioni difficili, è simbolo della resistenza palestinese e porta nel suo nome arabo, al-Sabbar, il significato di pazienza. Da Gaza, alcuni artisti stanno realizzando disegni con materiali di fortuna o di recupero, come tè e karkadé, affidandoli poi a mani sicure. Il curatore del progetto, Mohammad Shaqdish, li sta raccogliendo per tenere viva una speranza di cambiamento. Da questo cactus in fiore, il programma del festival ha assunto la forma di un erbario: ogni giornata una pianta diversa, una comunità e una diversità di cui prendersi cura.
Cinema, teatro civile e giornalismo d’inchiesta
Il cuore del festival resta il cinema documentario italiano e internazionale, con proiezioni ogni giovedì. Ma il programma si allarga a linguaggi diversi: spettacoli di giornalismo d’inchiesta, incontri con scrittori e giornalisti, confronti con attiviste e rappresentanti della società civile, dialoghi con artisti affermati e nuove scoperte musicali.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 ci saranno Stefano Liberti, con lo spettacolo “Penuria Padana”; Marco Albino Ferrari, con il racconto “Le montagne invisibili”; Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, protagonista di un incontro tra parole e musica; Guido Maria Grillo; la musicista Rossana De Pace; il giornalista Alex Giuzio. Il festival conferma così la propria vocazione interdisciplinare, scegliendo di affrontare la crisi ambientale non come tema separato, ma come questione che riguarda linguaggi, territori, economie, relazioni e forme di convivenza.
I luoghi come parte del racconto
“Insostenibile” pone al centro della propria progettazione la valorizzazione del patrimonio sociale, culturale, storico e naturalistico. I luoghi non sono semplici contenitori degli eventi, ma parte attiva del racconto: vengono scelti per il loro valore simbolico, per le comunità che li abitano e per il legame diretto con i temi affrontati.
Il festival è costruito in rete con istituzioni pubbliche e private, associazioni e cooperative no profit, con l’obiettivo di ampliare e diversificare il pubblico e di assicurare ai temi trattati una ricaduta sociale e culturale concreta. Attraverso la cultura, le arti e l’incontro tra realtà diverse, anche questa edizione punta ad attivare processi partecipativi e nuove forme di consapevolezza e alleanza tra persone, luoghi e natura.
Il programma dal 25 giugno al 16 luglio
Si parte giovedì 25 giugno nel cortile della Biblioteca Malerba e dell’Officina Arti Audiovisive con la proiezione del film “Il Pilastro”. Sabato 27 giugno, nel cortile esterno della Biblioteca Civica, è in programma “Penuria Padana”, spettacolo di e con Stefano Liberti. Domenica 28 giugno il festival si sposta al Rifugio Mariotti con “Le montagne invisibili”, racconto di e con Marco Albino Ferrari.
Giovedì 2 luglio, all’arena estiva del Cinema Astra, sarà proiettato “Il codice del bosco”. Sabato 4 luglio, tra Officina Arti Audiovisive e Biblioteca Malerba, spazio ad “Artivismo e attivismi”, con laboratori, workshop e concerto di Rossana De Pace. Giovedì 9 luglio l’arena estiva del Cinema d’Azeglio ospiterà la proiezione di “The Town That Drove Away”. Sabato 11 luglio a San Secondo Parmense è previsto l’incontro “Le parole e la musica di Cristiano Godano”. Chiusura giovedì 16 luglio al Labirinto della Masone, con visita al labirinto e proiezione del film “Long Weekend”.
Ogni appuntamento diventa così una tappa di un percorso comune, fatto di immagini, parole, suoni e paesaggi. Perché, come ricorda lo spirito del festival, la sostenibilità non è soltanto una questione ambientale: è il modo in cui una comunità decide di stare al mondo, possibilmente insieme.
