Il tramonto di Ferpi: dimissioni di massa. Verso qualcosa di nuovo…

Le dimissioni di cento soci nell'ultimo mese mettono la gloriosa Ferpi sul viale del tramonto, ma qualcuno ipotizza novità all'orizzonte

Siamo ormai alla fase finale dell’agonia di quella che fu la gloriosa Ferpi, l’Associazione dei comunicatori e dei relatori pubblici italiani. La gestione della presidente Rossella Sobrero (che si è dimessa a settembre nell’ambito di una rocambolesca assemblea generale; ma ha poi deciso di rimanere in carica) ha portato la Ferpi ai minimi storici per numero di associati e attività. Abbandonata la sede storica nel 2020 oggi la Ferpi vive grazie all’iscrizione di poche centinaia di soci in regola con il tesseramento 2022 (che rimarrà valido anche il 2023 per permettere le elezioni del nuovo Presidente).

Ferpi sul viale del tramonto

Nell’ultimo mese però oltre un centinaio di soci (per lo più lombardi ma non solo) hanno deciso di abbandonare l’associazione; dopo la decisione del delegato veneto Filippo Nani (artefice di una goffa e maldestra candidatura andata buca prima dell’estate) di ricandidarsi, mettendo fine al progetto di ricostruzione unitaria dell’Associazione che vedeva al centro figure come Gianluca Comin; Antonio Calabrò; Maria Criscuolo e Patrizia Rutigliano, tutti dimessi dal comitato dei saggi dopo la candidatura di Nani (leggi la lettera di dimissioni).

Verso qualcosa di nuovo?

La sensazione è che si sia giunti ormai al capolinea dell’ultima associazione professionale del settore della comunicazione e delle relazioni pubbliche italiana. Ma dalle ceneri, alcuni dicono, potrebbe nascere qualcosa di nuovo …

Leggi la lettera di dimissioni del Comitato Tecnico di Ferpi