Reddito di cittadinanza, se la misura è colma di furbetti e scansafatiche – Scarica il report

Italia Viva raccoglierà le firme per un referendum che cancelli il reddito di cittadinanza: quanti sono e chi sono i percettori del sussidio

La lettura dei quotidiani è diventata uno slalom tra notizie di delinquenti finiti in manette che percepivano il reddito di cittadinanza e imprenditori che lamentano l’impossibilità di reperire personale per le proprie attività per colpa dello stesso reddito di cittadinanza.

Fino ad arrivare al pizzaiolo italiano che ha fatto fortuna a Dubai, perché, ha dichiarato in una intervista al Corriere della Sera, “qui non c’è il reddito di cittadinanza”. Usando la misura al pari dell’utilizzo della rucola sulla pizza: anche se su qualcuna non c’azzecca,  un po’ di sapore in più comunque lo darà.

Reddito di cittadinanza, il cavallo di battaglia del M5S

La misura simbolo del Movimento Cinque Stelle, che sicuramente aveva aiutato i grillini a conseguire il successo elettorale del 2018, è da sempre sotto accusa da chi ritiene che retribuire una persona per non svolgere alcuna attività produttiva, porterà quella stessa persona ad adagiarsi: perché accettare un lavoro se si viene pagati lo stesso per fare nulla?, è la tesi di chi è contro il reddito di cittadinanza.

E d’altra parte, in quello slalom di cui parlavamo all’inizio, ogni tanto si sbatte su un altro paletto, quello del percettore del reddito di cittadinanza che sarebbe anche disposto ad accettare il lavoro, ma soltanto in nero, in maniera da non perdere il sussidio, arrotondandolo con le entrare in nero dell’extra.

Renzi vuole il referendum per abolire il reddito di cittadinanza

Ma davvero il reddito di cittadinanza è una misura così mostruosa da essere sempre e comunque abbinata a furbetti e scansafatiche? Matteo Renzi, leader di Italia Viva, nonostante gli esiti delle campagne referendarie che propone sono sempre dei flop, ha annunciato che dal 15 giugno intende lanciare la raccolta delle firme necessarie per un referendum che abroghi il reddito di cittadinanza.

Ma quante persone perderebbero il diritto a un sussidio che lo Stato elargisce con il reddito di cittadinanza? A quanto ammonta l’assegno mensile? E a quali condizioni se ne ha diritto? Facciamo il punto.

Quanti sono i percettori del reddito

Per il quadro di insieme in fondo all’articolo alleghiamo l’Appendice Statistica elaborata dall’Inps, con tutti i dati che si riferiscono ai nuclei percettori di Reddito di cittadinanza/Pensione di cittadinanza negli anni 2019-2022.

Secondo questo report tra gennaio e aprile di quest’anno di un milione e mezzo di famiglie hanno ricevuto l’aiuto, vale a dire 3 milioni e 362mila persone.

Ad aprile i percettori nel complesso sono stati 1,19 milioni (1,09 milioni RdC e 103mila PdC), con 2,65 milioni di persone coinvolte (2,53 milioni RdC e quasi 118mila PdC) e un importo medio erogato a livello nazionale di 561 euro (588 euro per il RdC e 270 euro per la PdC).

Ma tra loro oltre 522mila sono nuclei con un solo componente (43,85%), rispetto ai 90mila composti da almeno 5 componenti (7,44%). L’importo medio varia in base al numero dei componenti; da un minimo di 458 euro (per i sigle) a 741 euro per le famiglie con cinque componenti.

L’importo mensile del reddito di cittadinanza

L’importo varia in realtà in base a molti parametri: una persona che vive sola può raggiungere un sussidio fino a 780 euro al mese di Reddito di cittadinanza; e poi fino a 1.330 euro al mese per una famiglia composta da due adulti e un figlio maggiorenne o due minorenni.

Nel quadrimestre preso in esame il reddito di cittadinanza è andato a quasi 1,4 milioni di nuclei (3,2 milioni di persone), concentrati soprattutto al Sud e nelle Isole (882mila nuclei e 2,1 milioni di persone), segue il Nord (288mila nuclei e 604mila persone) e il Centro (217mila nuclei e 452mila persone).

I primi requisiti per accedere al sussidio sono quelli legati a cittadinanza e residenza. Il richiedente deve essere: cittadino italiano o europeo, o un suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno anche permanente, o che provenga da un Paese che abbia sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale o cittadino di altri Paesi che sia in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Oppure residente in Italia da almeno dieci anni al momento della presentazione della domanda, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo e avere un Isee inferiore a 9360 euro.

Non tutte le spese sono consentite

Al percettore viene fornita una carta emessa da Poste italiane sulla quale viene ricaricato l’importo riconosciuto al momento che la domanda è stata accolta, ma ci sono spese consentite e altre vietate (per il 2022 l’elenco di queste contempla gioielli, collane, bracciali o altri accessori lussuosi, i giochi d’azzardo che prevedono vincite in denaro, gli abbonamenti a pay TV e servizi streaming, come Netflix, Spotify ed altri.

Non esiste un limite giornaliero di spesa tranne per i prelievi contante dalla carta, per una somma compresa fra 100 e 210 euro. (l’importo è calcolato sulla base dei componenti del nucleo familiare. I soldi ricevuti per il sussidio devono essere spesi entro il mese seguente a quello dell’erogazione. In caso di mancato utilizzo del beneficio, viene applicata una decurtazione fino al 20% del beneficio nella mensilità successiva.

Reddito di cittadinanza revocato a 158mila famiglie

L’Inps in tre anni ha revocato, a seguito di controlli, il reddito di cittadinanza a più di 158mila famiglie.  La ragione di revoca più frequente, spiega l’istituto previdenziale, non è la scoperta di redditi e patrimoni non dichiarati, ma l’assenza dei requisiti di residenza in Italia per gli stranieri.

Dall’ultimo focus distribuito nel mese di aprile dall’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal) emerge che la platea di individui beneficiari di RDC indirizzati ai Servizi per il Lavoro al 31 dicembre 2021 era pari a 1.935.638 persone (circa la metà dei 3,9 milioni di beneficiari nel 2021).

All’interno del pacchetto di misure che regola il reddito di cittadinanza è stata introdotta già nel 2019 la figura delnavigator”, o tutor del reddito di cittadinanza. Erano stati contrattaulizzati in 2.980 navigator nell’estate del 2019 da Anpal servizi.

C’è chi ha trovato lavoro: chi doveva trovarne uno a chi non lo aveva

I 1.790 navigator  rimasti senza contratto dallo scorso 30 aprile, dal 1° giugno sono stati ricontrattualizzati da Anpal servizi per due mesi alle stesse condizioni economiche (circa 30mila euro lordi annui, tra minimo tabellare e forfait), per essere impegnati nuovamente in attività di assistenza tecnica nei centri per l’impiego. Le regioni che intendano avvalersi della loro collaborazione oltre i due mesi, lo dovranno comunicare al ministero del Lavoro entro il 23 giugno, e il contratto verrà prorogato per altri tre mesi, fino al 31 ottobre.

«Trovare lavoro ai navigator è un paradosso. Dobbiamo trovare lavoro a chi era stato preso per trovare un lavoro a chi non ce l’aveva». Si era aveva commentato  il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, sul tema della proroga.

 

Scarica il report dell’Inps sul reddito di cittadinanza