Pride: Arcigay nazionale trasparente sui bilanci, Milano meno

Nonostante i grandi donatori coinvolti, Cig Arcigay Milano non pubblica dati sui finanziamenti del Pride 2022.

Il sito ufficiale del Milano Pride 2022, in vista dell’evento del 2 luglio, definisce la manifestazione come “economicamente virtuosa” grazie “alla collaborazione del Comune, al coinvolgimento degli sponsor e delle realtà commerciali”. Ma sul sito ufficiale della manifestazione, mentre scriviamo alla vigilia dell’evento, non c’è traccia di alcun rendiconto delle donazioni e delle spese effettuate, così come non c’è sul fronte della documentistica presentata da Cig Arcigay Milano, l’associazione promotrice della manifestazione.

Arcigay Milano, poca trasparenza sui bilanci

Cig Arcigay Milano rappresenta il collettivo locale di Arcigay nazionale, ma sul fronte formale è un’associazione distinta, Onlus fondata nel 1984, con lo scopo di dare voce e dare sostegno alla comunità omosessuale prima e LGBTQIA+ poi a Milano, in cui la diffusione del fenomeno è più ampia che nel resto d’Italia. Ebbene, nonostante un Milano Pride sempre più nutrito di grandi sponsor e sostenitori istituzionali e privati Cig Arcigay Milano risulta decisamente molto carente sul lato della trasparenza dei bilanci.

L’ultimo link formalmente esistente nel dominio parla di un “bilancio consuntivo 2017” ma porta a una pagina senza alcun contenuto, mentre sul sito di Cig Arcigay Milano è disponibile completo nella sua interezza, stato patrimoniale e conto economico, solo il bilancio 2015.

Ai tempi Cig Arcigay Milano concluse la sua attività con una perdita di 23.302 euro a fronte di entrate per 45.715 euro, circa un quarto delle quali legate alle donazioni pubbliche per il Pride 2015 (11,782,87 euro), che avrebbe impegnato risorse per soli 5466,87 euro.

Per quanto riguarda dati più recenti, Cig Arcigay Milano si è limitata a pubblicare il consuntivo delle donazioni pubbliche ricevute nel 2021: per la precisione Arcigay Milano ha ricevuto 12.580,48 euro dal Comune di Milano per il progetto “Stop Omofobia”, 4.500 sempre da Palazzo Marino per le “Iniziative Salute” al Pride 2021, 5.543,18 euro dalla Regione Lombardia per il bando 2018 del Progetto N.O.I.

e 5.194,11 euro di 5×1000.

Tutti i big a sostegno del Pride

Nessuna rendicontazione è fatta, invece, per quanto riguarda le donazioni private che provengono da partner che sembrano essere, secondo le indicazioni degli organizzatori, indicati in forma gerarchica in proporzione al contributo.

La multinazionale tedesca della farmaceutica Bayer e Coca-Cola sono tra gli sponsor “Platinum”; la società calcistica della Juventus, la giovane multinazionale tech Bending Spoons Serravalle Designer Outlet sono  sponsor “Gold”.

Tra gli sponsor “Silver” si segnalano Capgemini e Deloitte, colossi della consulenza, il gigante televisivo Sky e quattro big della tecnologia a stelle e strisce: Dell, Google, Meta, Microsoft. Tra gli “ambassador” del Pride Accenture, McKinsey, A2A, Axa.

Della quantità dei contributi ricevuti, dell’entità del supporto ottenuto da gruppi che in diversi casi appartengono al gotha dell’industria e della finanza globale e soprattutto dell’uso fatto di queste risorse Cig Milano Arcigay dovrà rendere opportunamente conto per dare senso alle dichiarazioni con cui presenta il maxi-evento del 2 luglio. A meno di pensare che ogni azienda abbia lesinato il sostegno economico e utilizzato come forma di supporto unicamente dichiarazioni trionfalistiche come quelle di Coca Cola, che in un comunicato ha esaltato”l’idea di universalità e democrazia rappresentata dalla bevanda, apprezzata da chiunque proprio perché facilmente accessibile e uguale per tutti”, giustificando il sostegno al Milano Pride 2022 col fatto che “per essere davvero universale, una bevanda non può che essere rappresentata da un marchio plurale e inclusivo“.

L’esempio virtuoso di Arcigay

La confusione nei bilanci di Cig Arcigay Milano e la scarsa pubblicità data ai contributi privati ricevuti dopo il 2015 si scontrano invece con il rigore ben maggiore dimostrato dall’Arcigay nazionale, che, lo ricordiamo, è un’Associazione di promozione sociale nata a Palermo nel 1980 e oggi basata a Bologna. Arcigay APS pubblica regolarmente i suoi bilanci. L’ultimo, quello 2021, è stato messo online a maggio.

Nel 2021 Arcigay ha ben precisato l’entità di contributi pubblici (253.636 euro) e privati (123.030) ricevuti, in calo rispettivamente dell’8,9% e dell’8,42% rispetto al 2020, fonte principale delle entrate di una gestione che si basa soprattutto sul volontariato (solo 21mila euro i costi del personale) e ha chiuso con un avanzo di 9mila euro anche, se non soprattutto, per le sforbiciate nei costi dei collaboratori, scesi da 261mila a 161mila euro. Arcigay nazionale indica con puntigliosa precisione tutte le voci di spesa della sua organizzazione, costi e ricavi di ogni attività dal terzo settore all’assistenza ai centri anti-discriminazione. Indicando addirittura con scrupolo la destinazione dei 200.693 euro della sua riserva patrimoniale: 33.993 alle campagne contro l’omofobia, il rimanente (166.699) a progetti di varia natura, indicati nel bilancio. Vista la capacità di operazioni simili da parte di un’associazione nazionale Cig Arcigay Milano può e deve mostrare analoga trasparenza e profondità di rendicontazione per garantire la possibilità di dimostrarsi fedele alle dichiarazioni di partenza. Specie a fronte del coinvolgimento di grandi potentati economico-finanziari questo potrebbe aiutare contro ogni tentativo di “rainbow washing” fatto da chi associa per ragioni di brand il proprio nome al Pride senza poi proporre iniziative concrete.