L’inflazione frena le vacanze, 5 milioni in più restano a casa. Lo studio

Lo studio Emg Different calcola una ripresa rallentata del turismo in Italia. Metà della popolazione resterà a casa durante l'estate

Dopo due lunghissimi anni di pandemia il turismo in Italia è in ripresa. Soprattutto al Sud dove i flussi di arrivi sono in crescita del 40 per cento. Eppure c’è un nuovo difficile ostacolo che rischia di bloccare moltissimi viaggiatori. L’inflazione relativa a bollette e carburanti potrebbe costringere in casa 4,7 milioni di italiani, che si sommano ai moltissimi altri che normalmente non vanno in vacanza. La previsione è del portale Facile.it, condotta attraverso una ricerca di Emg Different.

Un duro colpo per il Sud

Dallo studio emerge che la maggior parte dei viaggiatori ha deciso di rinunciare a causa dei continui rincari. Ma c’è anche chi ha ancora paura del Covid (quasi il 6,1 per cento di coloro che non faranno ferie) o che ha timore di trovarsi bloccato da un nuovo lockdown (2,8 per cento).

Il risultato è che gli operatori del settore, che speravano proprio nell’estate 2022 per festeggiare la ripresa, adesso possono sorridere solo in parte.

Soprattutto al Sud, un territorio votato proprio al turismo e messo in ginocchio dalla pandemia.

Regioni come Campania e Puglia stanno registrando significativi aumenti degli arrivi: la prima, dopo il meno 66 per cento del 2020 e il più 23 del 2021 adesso punta a recuperare il 90 per cento; la seconda stima di poter di raggiungere addirittura il cento per cento rispetto al pre Covid. E poi c’è la Sardegna, votata a un turismo più balneare, che va verso il 91,8 per cento delle presenze registrate nel 2019.

Addio turisti russi

“Il Covid ha avuto un impatto devastante sul turismo nel nostro Paese, anche perché è arrivato in un momento di fortissima crescita” spiega Luca Mocarelli, docente di Storia economica all’università Milano-Bicocca. Tre anni fa per la prima volta era stata registrata una situazione inedita per l’Italia: le presenze straniere avevano superato quelle domestiche”.

La pandemia ha paralizzato gli arrivi che poi, piano piano, sono ripresi.

Adesso l’inflazione galoppante rischia di rappresentare un nuovo, pericolosissimo, freno. Al quale si aggiunge quello rappresentato dalla guerra in Ucraina, che impedisce l’arrivo dei ricchissimi turisti russi in vacanza in Italia.

L’inflazione pesa

“Il settore nel periodo post pandemia sta registrando un nuovo cambiamento – prosegue l’esperto – Gli arrivi degli italiani sono tornati a essere preponderanti. Molti però non vengono registrati dalle statistiche ufficiali perché si spostano nelle seconde case, che nel nostro Paese rappresentano un quarto del patrimonio immobiliare.

Questo è vero soprattutto per Regioni come Puglia e Liguria, che registrano quattro volte le presenze certificate dall’Istat”.

L’aumento esponenziale dei prezzi incide però anche su questi movimenti. “L’inflazione dei carburanti frenerà molti viaggiatori, visto che in Italia ci si sposta prevalentemente in auto – conferma Mocarelli – Quella relativa alle bollette sta spingendo le strutture ricettive ad aumentare i prezzi e anche questo scoraggia. E poi ci sono i rincari dei beni alimentari, che cominciano a farsi sentire”.

Metà degli italiani a casa

Il risultato è che quasi cinque milioni di italiani in più resteranno a casa. Un numero che si somma a quello di chi in vacanza non ci va mai, come i pensionati a basso reddito. “Quest’anno partiranno circa trenta milioni di italiani – conclude il docente – Questo significa che circa metà della popolazione resterà a casa. È un numero rilevante. È comunque probabile che le ferie non saltino del tutto, ma che siano più brevi o spostate nei periodi di bassa stagione”.

Insomma, per il settore il momento di tornare a sorridere del tutto è ancora lontano.

LO STUDIO SULLE VACANZE IN ITALIA