Il lavoro che continua ad uccidere: sono già quasi 200 le morti bianche

Incidenti mortali in aumento nel primo trimestre 2022. Il trend anticipato da un report sul quadriennio 2018-2021: quasi 5000 le vittime

L‘ascensorista trovato morto dopo quindici ore alla Farnesina, due incidenti mortali nel milanese nelle ultime ventiquattro ore: di lavoro in Italia si continua a morire. Secondo l’Inail nel primo trimestre del 2022 gli infortuni mortali registrati sono aumentati del 50% rispetto allo scorso anno.

I dati sono stati pubblicati dall’Istituto in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, che si celebra il 28 aprile.

E sono diventati, purtroppo, subito superati. E, come dietro ogni statistica, spesso ci si dimentica che dietro i numeri ci sono volti e persone che uscite di casa la mattina per recarsi al lavoro, la sera non vi hanno fatto più ritorno.

Mattarella: “Mai più morti assurde sul lavoro”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in vista del Primo maggio, festa dei lavoratori, ha lanciato l’ennesimo appello: “mai più morti assurde sul lavoro“.

Lo ha detto nella scuola di Udine frequentata da Lorenzo Parelli, il diciottenne morto a gennaio durante il suo ultimo giorno di  tirocinio, ammonendo: “La sicurezza sui luoghi di lavoro è un diritto, una necessità, assicurarla un dovere inderogabile”.

Le comunicazioni di incidenti di qualsiasi gravità arrivate all’Inail tra gennaio e marzo sono state 194.106 contro le 128.671 del primo trimestre del 2021 e le 130.905 di gennaio-marzo 2020 (segnato però dal lockdown).

Quelli con esito mortale sono stati 189, quattro in più rispetto alle 185 registrate nel primo trimestre del 2021 e 23 in più rispetto alle 166 dello stesso periodo 2020.

Con una differenza notevole di genere: i decessi che hanno riguardato lavoratori uomini sono stati 165 (erano 171 nello stesso periodo del 2021, con un calo del 3,51%) mentre quelli che hanno coinvolto lavoratrici donne sono state 24, a fronte delle 14 rilevate nell’analogo periodo dell’anno precedente (+71,43%).

Il report dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro

La Vega Engineering, società di consulenza e di progettazione ingegneristica con sede a Mestre (VE), ha istituito nel 2009 un proprio “Osservatorio Sicurezza sul Lavoro” per analizzare ed elaborare statisticamente il fenomeno delle morti sul lavoro. L’Osservatorio, spiega l’azienda sul sito istituzionale, “raccoglie tutte le informazioni disponibili relative agli infortuni mortali sul lavoro provenienti da diverse fonti, tra cui Inail, mass-media, comunicazioni di enti istituzionali o di associazioni del settore”.

E’ incrociando questi dati che l’Osservatorio sulla Sicurezza sul lavoro della Vega ha pubblicato recentemente un report relativo al periodo 2018-2021. Il dato è tragico: a morire di lavoro in Italia , anche “in itinere” (è morte sul lavoro anche quella che avviene nel tragitto casa-posto di lavoro e viceversa), nel quadriennio preso in esame, sono state 4.713 persone. Di questi, 811 decessi registrati tra il 2020 fino a dicembre 2021 sono legati al Covid.

Dopo quei mesi la pandemia ha ripreso a incidere molto meno sul dato complessivo, che comunque ha registrato un drammatico aumento del 40%.

Maglia nera al Centro e Sud

Le aree in cui l’incidenza di morti sul lavoro è più elevata sono quelle del Centro e Sud Italia (Molise, Basilicata, Abruzzo, Campania, Umbria e Puglia). Al Nord la maglia nera va solo alla Valle d’Aosta. Nel report queste aree sono colorate di rosso.

Perché, spiegano dalla Vega Engineering, “da maggio 2021, l’Osservatorio ha elaborato una nuova rappresentazione grafica dell’Italia con la zonizzazione a colori per fotografare il reale rischio di infortunio mortale sul lavoro, regione per regione. Sulla scia della Pandemia da Covid-19, che per mesi ha disegnato la cartina dell’Italia a colori, raccontando la situazione di emergenza in maniera chiara ed efficace, l’Osservatorio ha deciso di utilizzare gli stessi colori (rosso, arancio, giallo e bianco) per descrivere le tragedie che si consumano nella quotidianità lavorativa”.

Analizzando la mortalità per fasce d’età, secondo i dati raccolti dall’osservatorio Vega a essere a maggior rischio sono gli ultrasessantacinquenni, con un’incidenza di mortalità sempre, o quasi sempre, superiore a quattro volte rispetto alla media nazionale.

In attesa del Testo unico

Il tema delle morti sul lavoro sarà al centro di tutte le manifestazioni in programma per il Primo maggio. In attesa che al posto dell’indignazione del giorno dopo, finalmente il Parlamento si decida ad approvare quel testo unico sulla sicurezza sul lavoro che modificherà norme già esistenti e ne introdurrà di nuove, come spiegato a Repubblica dal presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, il senatore Pd Gianclaudio Bressa. Sul testo unificato dovrebbero convergere maggioranza e opposizione, visto la relazione intermedia della Commissione è stata votata da maggioranza e opposizione insieme.

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