Italia Direzione Nord: pandemia ed energia mettono a rischio mobilità sostenibile

Un panel di Italia Direzione Nord analizza nuovi sviluppo di modelli di mobilità sostenibile per il futuro

Dopo i progressi degli ultimi anni, i cambiamenti nelle abitudini di vita e di lavoro come la diffusione dello smartworking legati alla pandemia hanno messo in discussione lo sviluppo di modelli di mobilità sostenibile. Ad aggravare la situazione, l’aumento dei costi dell’energia. Se ne è discusso nel corso di Italia Direzione Nord – A True Event, in corso al Palazzo delle Stelline a Milano. Giunto alla diciassettesima edizione, l’evento è promossa dallAssociazione Amici delle Stelline, dalla Fondazione Stelline e da Inrete in collaborazione con Cenacolo Artom e gode del patrocinio di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo.

La mobilità sostenibile per il Viceministro Rixi

“C’è stata una visione distorta su quella che è mobilità sostenibile. Sostenibile non vuol dire solo dal punto di vista ambientale ma anche economico e sociale”, ha affermato il Viceministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Edoardo Rixi che ha invitato a fare attenzione e non farsi prendere dalla “voglia di realizzare cose avveniristiche, non perché non sia necessario trasformare in ottica green o eco-compatibile, ma i tempi devono essere dettati dalla possibilità aziende di affrontare sfide”.

La pandemia ha rappresentato la prima sfida per la costruzione di sistemi di mobilità integrata, multimodale e sostenibile. La pandemia, con il calo dei passeggeri ha rappresentato un elemento di difficoltà: in una Regione dove metà del valore del sistema era dato da introiti da tariffa il calo degli utenti porta a buchi di bilancio importanti”, ha detto Claudia Maria Terzi, Assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile Regione Lombardia.

“Abbiamo recuperato parte di quella che era numero medio degli 850mila passeggeri giorno, ma le abitudini sono cambiate; per esempio è cresciuto il traporto nei fine settimana. Occorrerà adattare il sistema ai nuovi bisogni”.

Il futuro del trasporto pubblico locale

“Il tema del trasporto pubblico locale, del potenziamento della qualità e sviluppo intimamente collegato a sostenibilità”, ha aggiunto Arianna Censi, Assessora alla Mobilità Comune di Milano. “Qualsiasi riduzione dell’utilizzo dell’auto privata non può che passare per un sistema pubblico locale degno di questo nome.

Lo stiamo creando, ma esiste un tema di congestione del nodo di Milano. Serve un’alleanza tra istituzioni che rafforzi la dotazione infrastrutturale. Ciò apre inoltre un tema economico gigantesco”.

Tuttavia non si tratta solo di Milano. Sempre più importanti, otre agli spostamenti da e per il capoluogo stanno diventando gli spostamenti intorno alla città, ha detto Michela Palestra, Vicesindaca Città Metropolitana Milano, che ha ricordato l’importanza della dimensione ‘metropolitana’ per “cucire il rapporto con i territori, raccogliere bisogni ma anche per progettare”.

“Abbiamo cambiato il modo di vivere le città. Serve ragionare su spostamenti circolari, dal momento che sono quelli che ci portano in prossimità nei servizi”.

Smart city all’insegna della mobilità

Da questo punto di vista, molto si sta già muovendo. “Occorre pensare alla mobilità come un fattore che abilita progetti che restituiscono alla città un’idea in cui non c‘è più un centro e una periferia in termini gerarchici, e ogni impresa, ogni cittadino e ogni comunità sia equipotenziale.

Vale a dire che ogni comunità abbia eguale capacità in termini di potenzialità nella logica della smartland”, ha aggiunto Andrea Gibelli, Presidente FNM.

Il tema dell’aumento dei costi dell’energia potrebbe però rendere questa transizione più difficile: ATM spenderà nel 2022 – anno fortunato in cui avevano contratti flat – 45-50 milioni di energia elettrica; per il 2023 stimiamo di spendere 170 milioni di euro per le stesse qualità di energia. ”, ha affermato Arrigo Giana, Amministratore Delegato ATM.

“Senza interventi sul settore, si tratta di 100 milioni di perdita che porteremo a casa. C’è un tema di sopravvivenza del settore”.

I rischi di pandemia e transizione energetica

La transizione energetica però non riguarda solo il trasporto su ferro: Noi ci stiamo muovendo verso un progetto di smart roads che prevede un poderoso percorso di evoluzione tecnologica della rete autostradale che consenta di affrontare le sfide attuali: lalimentazione elettrica, il  controllo del traffico, la guida assistita fino a giungere alla guida autonoma”, ha illustrato Beniamino Lo Presti, Presidente Milano Serravalle.

Per Armando Brunini, Amministratore Delegato SEA, siamo invece di fronte a un “paradosso e un’occasione persa”. Il paradosso è che “proprio in una fase storica in cui ci si chiede di accelera per produrre meno CO2, abbiamo meno risorse proprie e siamo tagliati fuori dagli incentivi”. È invece un’occasione persa il fatto che non siano destinate risorse a un settore “che ha nel proprio pedigree la capacità di progettazione e di realizzazione di opere”.

Settori connessi alla mobilità

Intanto molto si sta innovando anche nei settori connessi alla mobilità. Silvia Grandi, Presidente Copma, ha illustrato un sistema di sanificazione alternativo a quello tradizionale. “Si basa su detergenti ecosostenibili contenenti spore di probiotici. È stato sperimentato su trasporti ATM e ha dimostrato di ridurre stabilmente la carica batterica negli ambienti. Oltre a garantire la sanificazione, contribuisce a prevenire l’antibiotico-resistenza che rappresenta una priorità di sanità pubblica”, ha detto.