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La formazione professionale? Nella realtà virtuale

Visori e iPad per sostituire i corsi di formazione pratica, resi praticamente impossibili dalla pandemia. Il progetto di Heading e H-Farm.

Tra la miriade di forme d’aggregazione rese difficili, se non impossibili, dalla pandemia, ci sono anche i corsi di formazione. Corsi da e per professionisti, fatti di lezione pratiche e tecniche, di professori, laboratori e prove. Tutto piuttosto complicato e rischioso, di questi tempi.

Per questo H-Farm, l’acceleratore tecnologico con sede a Treviso, si è alleato con Heading, fra i principali istituti di formazione e addestramento per le imprese appaltatrici di Enel e Terna, per realizzare un centro di addestramento virtuale. Un luogo virtuale fatto di scenari 3D interattivi che riproducono le condizioni ambientali, gli impianti e le procedure dei lavoro più complessi, e che possono essere imparati da remoto. Gli utenti del centro indossano dei visori – dei caschi speciali – con cui possono immergersi in scenari realistici, oppure possono provare le procedure in modo interattivo attraverso smartphone o tablet.

Secondo Heading, questo centro virtuale è un bel passo avanti per rendere formazione e aggiornamento “accessibili e democratici”: normalmente, infatti, le aziende sono costrette a notevoli investimento nello sviluppo tecnologico, che vengono invece abbattuti dalla realtà virtuale.

“Riuscire ad ottimizzare i tempi e le modalità formative è il focus prospettico del 2021 in cui si prevede una partecipazione interattiva del partecipante”, secondo Luca Crisostomi, Consigliere Delegato di Heading. Una delle chiavi del progetto è la gamification della formazione, cioè un approccio ludico, da videogioco, alle tematiche della sicurezza, per renderle più semplici e interessanti. Anche se nata a causa della pandemia, quindi, questa tecnologia sembra destinata a rimanere interessante anche nel futuro, grazie alla sua semplicità e i costi ridotti.