Il Giappone non è caro (se non fai le cose da turisti)

Un consiglio di viaggio soggettivo e parziale. Da Milano per scoprire il Giappone. Un Paese molto meno caro di quanto non si possa immaginare

Perché questo articolo potrebbe interessarti? Un consiglio di viaggio soggettivo, parziale e personale. Da Milano a Tokyo per scoprire il Giappone. Un Paese molto meno caro di quanto non si possa immaginare…

Tante persone mi dicono che vorrebbero visitare il Giappone, il loro sogno nel cassetto, ma che sono frenati da fantomatici prezzi esorbitanti. Quante volte vi hanno parlato di questo Paese come di un luogo caro e fuori dalla portata del turista medio italiano? Spoiler: non è più così da diversi anni. Almeno dalla fine dei Novanta, da quando cioè lo yen è stato progressivamente travolto da un deprezzamento senza precedenti.

Consigli pratici sul Giappone

Sono Federico Giuliani e di mestiere faccio il giornalista. Mi occupo di politica estera, nello specifico di tutto ciò che riguarda l’Asia. Ho visitato il continente per motivi professionali un’infinità di volte, dalla Cina alla Corea del Nord, dalla Corea del Sud al Giappone.

Lo scorso agosto, mentre mi trovavo per l’appunto a Tokyo, il potere d’acquisto della valuta nipponica era addirittura crollato ai minimi da 53 anni. Oggi, per la cronaca, un euro vale circa 159 yen.

In termini pratici significa che un turista italiano potrà godersela molto meglio nella capitale nipponica che non in una qualche grande città europea. Utilizzando la mia esperienza, assolutamente personale e soggettiva, posso quindi affermare che no, il Giappone non è affatto un posto particolarmente caro. E che sì, trascorrere una vacanza a quelle latitudini potrebbe costarvi, in proporzione, molto meno che passare gli stessi giorni a Londra, Parigi o in qualche città italiana.

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Visto che i collegamenti logistici tra l’Italia e il Giappone sono eccellenti potrebbe valer la pena iniziare a sondare il terreno. Visitare appunto la Terra del Sol Levante, oggi, non è mai stato così semplice.

Il Giappone è più vicino (e accessibile) che mai

Piccola premessa: sono stato in Giappone ad agosto, per circa tre settimane. In periodo dell’anno da evitare come la peste a causa di una temperatura asfissiante e del caro voli globale derivante dal Ferragosto. Seconda piccola premessa: non esistono posti cari o non cari. Tutto dipende dal vostro stile di vita e da quello che intendete fare.

Detto ciò, è sorprendente scoprire quanto sia possibile spendere poco a Tokyo, la stessa città dove il prezzo al m2 delle abitazioni ha toccato, nel terzo trimestre del 2023, la cifra di 10,247 euro (per capirci, a Milano siamo intorno ai 5.300 al metro quadro).

Insomma, dato il prezzo delle abitazioni ci si potrebbe aspettare una vacanza-salasso. Tranquilli: la quotidianità è decisamente più economica.

Partiamo dal volo, la parte più cara del viaggio. Tralasciando il periodo clou della fioritura dei ciliegi, quindi la seconda metà di marzo, quando i prezzi subiscono un rialzo, potete portarvi a casa un andata-ritorno (con scalo) a circa 450-600 euro per maggio o giugno.

Io ho volato con Air China facendo tappa qualche ora  a Pechino per un totale di circa 18 ore di volo. Esistono certo anche voli diretti dall’Italia al Giappone. Da dicembre, ad esempio, a Milano Malpensa è presente ANA, la compagnia nazionale nipponica, fresca di trasloco da Fiumicino. Chiaramente, il diretto alzerà un po’ il prezzo quindi vedete voi il da farsi.

La seconda voce da pianificare coincide con l’alloggio. Se scegliete l’opzione delle agenzie (e questo vale anche per i voli) i costi saliranno perché il più delle volte verranno opzionati alberghi di lusso, spostamenti in autobus privati e ristoranti patinati. Eviterete di perdere tempo e sarà tutto più comodo ma a spese del vostro portafogli. Muovendovi per conto vostro potrete invece scovare ottimi hotel a prezzi più che eccellenti, circa 50-60 euro a notte per una doppia in strutture di altissima qualità, sicure, pulite e in posizioni centralissime.

Una vacanza d’alto livello (low cost)

Per quanto riguarda il cibo e le piccole spese quotidiane, ecco che emerge tutta la convenienza del Giappone. Se a Roma, Milano, Londra o Parigi non vi bastano 30-40 euro per una cena turistica, 2-3 euro per una bibita dissetante, decine e decine di euro per visitare musei e siti culturali, in Giappone è tutto diverso.

Una cena completa in un locale normale, a Tokyo, ha un prezzo che si aggira intorno ai 20-30 euro per due persone. I costi scendono ulteriormente, anche meno di 10 euro, scegliendo di consumare un pasto in una delle numerose catene di sushi o in uno dei comuni ristorantini che servono cibo tipico (niente a che vedere con Burger King e McDonald’s). Scendono ancora di più, addirittura, optando per un abbondante piatto di ramen o di udon (circa 5 euro).

Altra opzione: mangiare utilizzando i mini market (convenience store o konbini). Ho più volte adottato questa soluzione per motivi di tempo ma è consigliata anche per chiunque volesse mangiare tanto, tutto sommato bene, spendendo ancor meno. Con una manciata d’euro potete gustarvi un piatto fresco, una bevanda e un dolce.

Capitolo spostamenti: a Tokyo il costo dei trasporti cittadini si aggira intorno agli 1-2 euro a corsa, in base alla tratta da raggiungere. Diverso il discorso per raggiungere le grandi città con i treni proiettile, i cosiddetti Shinkansen.

In quest’ultimo caso per abbattere la spesa basta acquistare un particolare pass, il JR Pass, della durata variabile e valido per tutte le linee dell’ente ferroviario nazionale nipponico. Si va dai 325 euro per 7 giorni ai 651 per 21 giorni. Ovviamente potrete utilizzare il vostro abbonamento quante volte volete senza alcuna limitazione. Visitare più città può quindi essere particolarmente conveniente.

Ultime dritte

Infine, sul fronte culturale, visitare i più importanti siti – come templi, musei o giardini – costa in media dai 2,50 ai 7 euro. E lo shopping? Anche qui, la convenienza è assicurata. Tralasciando i grandi marchi internazionali – che più o meno mantengono costi elevati, seppur con qualche eccezione al ribasso – acquistare artigianato locale o souvenir (compresi gadget di ogni tipo) non è affatto dispendioso. In generale, le due regole da utilizzare sono le seguenti: 1) prenotare il volo con largo anticipo; 2) evitare di fare le classiche esperienze turistiche. Molto meglio personalizzarle a vostro uso e consumo, per godere di una vacanza migliore e risparmiare. Vedrete che tornerete a casa soddisfatti. E che, fatte le dovute proporzioni, avrete speso meno di quanto non avreste fatto nel Regno Unito o a New York.