La classifica della mobilità elettrica europea: i Paesi promossi e bocciati

La mobilità elettrica dell'Italia può competere con quella presente negli altri Paesi europei. Un report per fugare ogni dubbio

Qual è la qualità della mobilità elettrica italiana? La rete di ricarica pubblica dell’Italia può competere con quella presente negli altri Paesi europei oppure il gap da colmare è ancora enorme? A queste e altre risposte è importante rispondere al più presto. Anche perché, a partire dal 2035, Bruxelles metterà al bando la vendita di veicoli con motore a diesel, benzina e Gpl. Di conseguenza, soltanto le nazioni più preparate all’inversione di marcia riusciranno a limitare i contraccolpi di un cambiamento epocale.

Può essere utile, dunque, passare in rassegna i principali Stati dell’Europa per tracciare una piccola mappa della mobilità elettrica. Chi è messo meglio degli altri? Dove, invece, la situazione è peggiore? Scopriamolo nel dettaglio.

La mobilità elettrica in Europa

La mobilità elettrica italiana ha fatto registrare numeri incoraggianti, al netto di molteplici criticità ancora da eliminare e ritardi da sopperire. I dati raccolti da Motus-E hanno rilevato, ad esempio, la presenza in Italia di appena 1,2 punti di ricarica veloce o ultraveloce ogni 100 chilometri di rete autostradale.

Certo, il 2021 italiano si è chiuso con 136.754 veicoli elettrici immatricolati complessivi, con un bel +128% rispetto al 2020. Ma il contesto europeo è ancora lontano, considerando che la Francia, nello stesso lasso temporale preso in esame ha immatricolato 120mila veicoli elettrici. È pur vero che l’Italia si piazza sopra la media europea, seconda soltanto ai Paesi Bassi, se guardiamo al rapporto tra numero di infrastrutture di ricarica e numero di veicoli.

Vale tuttavia la pena allargare il nostro campo di analisi ben oltre i confini italiani. Com’è la situazione altrove? L’EV Readiness Index 2022, realizzato da LeasePlan, società internazionale specializzata nel noleggio e nella gestione delle flotte, è una bussola eccellente per orientarsi nella mobilità elettrica europea. LeasePlan, ogni anno raccoglie informazioni in una ventina di Stati europei. Per la precisione: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi.

E ancora: Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria.

Migliori e peggiori

Prima di passare in rassegna la classifica generale della mobilità elettrica europea, è importante sottolineare il concetto di indice di prontezza EV. Questo valore comprende tre aspetti: le immatricolazioni di veicoli elettrici (EV) in ogni Paese, la maturità dell’infrastruttura per gli EV e gli incentivi governativi nazionali per spingere i cittadini ad abbracciare la mobilità elettrica.

Fatta la doverosa premessa, quel che emerge dal report di LeasePlan è che le nazioni più preparate per la transizione ai veicoli elettrici sono Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito, ai primi tre posti della graduatoria con 42, 37 e 35 punti ottenuti.

Subito dopo il podio troviamo l’Austria (35), in miglioramento di due posizioni rispetto al 2021, la Svezia (34, +1 sul 2021) e il Belgio (31), che addirittura ha guadagnato due slot.

Al settimo e all’ottavo posto troviamo Finlandia e Germania, seguiti da Lussemburgo, Irlanda, Danimarca, Francia, Portogallo, Svizzera e Grecia. Arriviamo così all’Italia, al quattordicesimo posto, in miglioramento rispetto al 2021 di una posizione. Completano la graduatoria Ungheria, Spagna, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia.

Le tendenze registrate

Al netto della graduatoria sopra riportata, il report offre almeno tre interessanti spunti di riflessione. Intanto l’adzione dei veicoli elettrici è aumentata in quasi tutti i mercati presi in esame, a conferma di come l’aumento di modelli stia spingendo sempre più persone a passare all’elettrico.

Dopo di che è fondamentale concentrarci sul numero dei centri di ricarica. Se le auto elettriche aumentano, anche l’infrastruttura di ricarica deve, di pari passo, seguire la tendenza. Nel documento si legge che i Paesi europei dovrebbero concentrare i loro investimenti per realizzare una rete pubblica più affidabile e solida. L’ultimo aspetto segnalato riguarda la convenienza degli EV. Accanto alla presenza di sgravi fiscali, bisogna considerare i prezzi contenuti dell’energia capace di alimentare questi veicoli.

Dulcis in fundo, tra le modifiche più sostanziali rilevate dal report notiamo che che i primi 3 Paesi nell’indice rilevato dal documento LeasePlan sono rimasti gli stessi dell’anno scorso (Norvegia, Paesi Bassi e Regno Unito). L’Austria è invece migliorata in maniera significativa raggiungendo la terza piazza, anche se in condivisione. Questo è dovuto a una rete di ricarica migliorata e a un numero di registrazioni EV molto più elevato del resto del continente. La Grecia è lo Stato ad esser migliorato di più in un anno, passando da 16 punti a 23 punti. La Svezia (+5 punti sul 2021) e il Belgio (+4 punti) hanno entrambe aumentato il proprio score, grazie ad una migliore infrastruttura di ricarica e incentivi statali più favorevoli per i veicoli elettrici. I mercati più maturi (Norvegia e Paesi Bassi) mostrano, infine, un piccolo aumento della tassazione del governo, che potrebbe danneggiare i loro punteggi nei prossimi anni.

LA MOBILITÀ ELETTRICA IN EUROPA: L’EV READINESS INDEX 2022