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Borsa italiana, alta tensione: le semestrali post Covid? Tutte il 29 luglio. Analisti e Sim contro la Consob, rischio trasparenza sui mercati

Tutte le semestrali post covid delle società quotate presentate in poche ore a fine luglio. Un analista: "Assurdo che Consob lo consenta"

I consigli di amministrazione e i manager in vacanza. Gli analisti finanziari e le società di analisi invece a lavoro. C’è un po’ di “maretta” a Piazza Affari in vista della settimana del 26-30 luglio. Nel giro di poche ore saranno presentate tutte le semestrali delle più importanti quotate di Borsa Italiana. Con gli analisti delle SIM – le società d intermediazione che seguono i titoli, fanno analisi e previsioni per conto degli investitori – costretti a stilare decine di report in due giorni e con il rischio di perdersi qualche numero cruciale nelle centinaia di pagine di bilanci di mezzo anno e relazioni di accompagnamento.

Borsa italiana, tutte le semestrali il 29 luglio

Il rischio? La volatilità sui mercati in primis. Ma ancor più la scarsa trasparenza sul mercato azionario e dei titoli. Ci si quota in borsa per chiedere fiducia – e soldi, soprattutto soldi – agli investitori. Il contrappasso però è che si offre loro la possibilità di accedere a tutte le informazioni, o quasi, rilevanti per decidere se e come investirli questi soldi. Capitali in cambio di trasparenza, sarebbe la logica. Poi però si decide di presentare i primi numeri rilevanti per davvero dell’anno post ingresso del Covid sullo scenario globale, e lo si fa tutti insieme nello stesso giorno. Se non è confondere le acque, poco ci manca.

La settimana di Borsa Italiana: Campari, Generali, Unicredit, Moncler, Enel, Eni

Solo per fare qualche esempio: tra martedì 27 luglio e venerdì 30 presentano le semestrali Banca Generali, Moncler, Italgas, Acea, Campari, Hera, Raiway, Amplifon, Azimut, Mediolanum, Enel, De Longhi, Cerved e decine delle principali società italiane ad alta capitalizzazione.

Il “giovedì nero”: Snam, Webuild, Mondadori, Recordati, Leonardo, Mediobanca e Fincantieri

La giornata da “panico” sarà quella di giovedì 29 luglio: Brembo, Fincantieri, Geox, Leonardo, Mediobanca, Mondadori, Recordati, Snam, STM, Terna, Webuild e poi alla mattina successiva si ricomincia con A2A, Autogril, Diasorin, Eni, ERG, Nexi, Piaggio, Saipem, Unicredit. E dopo il weekend Ferrari, Generali, Iren, Poste Italiane, Safilo, Stellantis, Atlantia, BPER Banca, Ifis, Intesa Sanpaolo, DoValue, Pirelli, Retelit. Solo per fare alcuni nomi.

Borsa italiana: occhio a numeri del semestre post Covid

Non il massimo per chi deve seguire otto titoli differenti in contemporanea e le video call in cui vengono illustrati i numeri dai cda che si svolgeranno in tanti casi allo stesso orario. A maggior ragione in un anno in cui le cifre sono ballerine anche quando non lo sembrano. Un più 40% del fatturato nel primo semestre del 2021 non significa nulla se nel 2020 pandemico hai chiuso stabilimenti e distribuzione per cinque mesi. Come anche un calo se invece hai continuato ad operare l’anno scorso a discapito dei competitor magari acquisendo quote di mercato per il futuro, linee di business, rami produttivi.

Poi ci sono i veri e propri magheggi nelle carte. Fondamentali da conoscere per i mercati ma difficili da leggere a una rapida analisi: come gli accantonamenti in apparenza inspiegabili, realizzati magari in vista di contenziosi legali in essere o futuri da decine o centinaia di milioni di euro.

Il silenzio di Consob

A fare specie è il silenzio assordante della Consob. La Commissione nazionale per la società e la borsa non solo ha autorizzato – non può imporre la data in cui presentare le cifre – ma non ha nemmeno vagamente suggerito al gotha manageriale italiano di provare a spalmare nel corso delle settimane “buone” le presentazioni delle semestrali, per aiutare investitori e analyst ad avere un quadro completo dopo l’anno trascorso. “Saremmo sotto acqua”, racconta un analista finanziario “è assurdo che Consob consenta a 50 società di uscire tutte lo stesso giorno con noi che ci troviamo montagne di documenti da leggere in poche ore e il rischio di non vedere tante informazioni”.

Manager e cda vogliono andare in vacanza

Il motivo di tutta questa fretta? Nessun complotto. Le ragioni sono molto più umane e terrente. I consiglii di amministrazione e gli amministratori delegati vogliono andare a godersi le meritate vacanze e il weekend dell’esodo e delle “partenze intelligenti” è proprio il primo di agosto. Quindi si chiude, tutti, in fretta e lo steso giorno anche perché, come noto, nei cda italiani ci siedono sempre le stesse persone.