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Alessandro Zan, gli eventi “arcobaleno” e i conti della azienda con i soci giornalisti

Dopo la sconfitta in Parlamento sul Ddl Zan, il deputato Pd deve mettere mano alla Be Proud srl, società di eventi per la galassia Lgbtq+

Appena duemila euro di utili nel 2019 e un anno alle spalle certamente da dimenticare: quello del Covid. Oltre alla smacco della sconfitta parlamentare che ha affossato, probabilmente per anni, il Ddl Zan e la legge contro la omotransfobia, ora il deputato del Partito democratico Alessandro Zan dovrà decidere anche cosa fare con la sua azienda che da Padova si occupa di eventi, con un occhio di riguardo per la comunità Lgbtq+. È la Be Proud srl. L’onorevole è socio di maggioranza con il 52 per cento delle quote e amministratore unico dell’azienda. Non riceve compenso.

Alessandro Zan, l’azienda di eventi e i soci

Gli altri soci? Con il 24% delle quote la società informatica BithouseWeb srl. Azienda specializzata in progettazione e sviluppo software e reti informatiche, da 209mila euro di ricavi l’anno e 37mila di utili, cogestita alla pari dai tre soci veneti e bolzanini Federico Illesi, Andrea Baron e Giustino Iannitelli. Tutti e tre classe ’84 e che hanno già lavorato spalla a spalla nella redazione del magazine “Biotecnologie Mediche” a Bassano del Grappa.

Un altro 24% della agenzia di Zan è in mano invece al giornalista Claudio Malfitano, che lavora a Il Mattino di Padova, oltre ad essere “socio benemerito” dell’Arcigay – come lo stesso deputato dem – entrambi “in virtù di meriti particolari e particolare impegno”. Hanno organizzato per conto di Arcigay il Pride Village nella città del Veneto, il maxi evento con musica, ristorazione e ospiti d’eccezione fra politica e star system tricolore, con numeri da record. L’apporto di Zan e soci è ben visibile nei documenti societari alle plurime voci “bar Pride Village” o “gelateria Pride Village”.

L’azienda di Alessandro Zan? I bilanci: crescita pre-pandemia, difficoltà da Covid

Prima della pandemia l’azienda aveva cominciato a macinare cifre, pur essendo una sorta di “società veicolo” finalizzata a un solo evento annuale: a fine 2019 fatturato in crescita a un milione e 59mila euro (+200mila euro), 23 collaboratori (non dipendenti) e un piccolo utile da 2mila euro da destinare a riserva. Del bilancio 2020 non c’è ancora traccia. Ma è la società stessa a scrivere a maggio 2021, in sede di approvazione dell’esercizio precedente, che data “l’emergenza ancora in corso si può ritenere che ci sia stato e ci sarà un impatto potenzialmente negativo sull’andamento economico e finanziario della società considerando il settore in cui la stessa opera”. Gli eventi. I più colpiti dalla crisi Covid.

Gli amministratori garantiscono che la continuità aziendale non verrà messa in discussione, anche perché la “flessibilità” di imprese provoca momenti di magra ma garantisce anche la capacità di ripartire velocemente, a maggior ragione con pochi debiti sulle spalle (come in questo caso) e senza personale stabile. Sarebbe una delle prime buone notizie del 2021 per Alessandro Zan. L’onorevole è riuscito a imporre un tema nella schizofrenica agenda politica italiana e a catalizzare un imponente movimento d’opinione; è riuscito anche a fare politica – nel senso più ampio – con la sua impresa padovana. Ma alla fine si è dovuto arrendere; nei meandri degli iter legislativi, di franchi tiratori e tradimenti, è rimasto con un pugno di mosche in mano. E quelle, a bilancio, non si contano.