A2A aggiorna il piano industriale: 18 miliardi di investimenti entro il 2030

Il secondo player delle rinnovabili, il terzo operatore charging point per la mobilità sostenibile, uno dei massimi sostenitori dell’economia circolare su scala nazionale e, grazie ai recenti accordi con Ardian, con un primo posizionamento in Europa. È questa l’A2A che emerge dall’aggiornamento del piano strategico 2021-2030.

Il gruppo presieduto da Marco Patuano ha registrato un 2021 al di sopra delle aspettative, tanto da rivedere al rialzo gli obiettivi del piano industriale con 2 miliardi di euro in più di investimenti in dieci anni per un totale di 18 miliardi.

L’ambizione di raggiungere l’azzeramento delle emissioni dirette e indirette generate dal gruppo è stata anticipata dal 2050 al 2040 grazie ai pilastri di economia circolare (7 miliardi di euro) e transizione energetica (11 miliardi). Così da multi-utility locale, la life company diretta da Renato Mazzoncini assume sempre di più le caratteristiche di player nazionale. Dall’acquisizione di Volta Green Energy a Rovereto per la crescita sulle rinnovabili a quella dell’unico impianto di trattamento dei rifiuti industriali in Calabria in ambito di waste management.

Mazzoncini (A2A): “Puntiamo sulle bioenergie”

“Le leve strategiche restano, da un lato, la decarbonizzazione: vogliamo puntare non solo sull’elettrone, e quindi sulle energie rinnovabili, ma anche sulla molecola. Per questo abbiamo introdotto nell’aggiornamento del piano un forte focus sulle bioenergie, l’idrogeno e il biometano. Dall’altro lato i nostri investimenti si concentreranno sull’economia circolare e il waste management, perché il rifiuto deve essere considerato una risorsa a tutti gli effetti”. Queste le parole di Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A a margine della conferenza stampa per l’aggiornamento del Piano strategico 2021-2030 presentato questa mattina e raccolte in un video da True-News.

A2A, secondo player nazionale delle rinnovabili, si spinge anche in Europa

Una crescita segnata da una presenza sempre più forte sull’intero territorio nazionale grazie all’acquisizione dell’unico impianto di trattamento dei rifiuti industriali in Calabria, mentre sono state depositate nuove istanze per realizzare infrastrutture di trattamento e smaltimento rifiuti in diverse Regioni del Centro e Sud d’Italia.

E grazie agli accordi siglati a febbraio 2021 con Octopus Renewables e nei giorni scorsi con Ardian, A2A si spinge anche in Europa: queste operazioni consentono infatti l’acquisizione di portafogli di impianti sia eolici che fotovoltaici localizzati in Italia e in Spagna con una potenza complessiva di 173 MW (Octopus) e 352 MW (Ardian), permettendo al gruppo di consolidare la posizione di secondo operatore nelle rinnovabili. A proposito di rinnovabili, la nuova pipeline di sviluppo, pari a 2,5 GW, è costituita da un mix tecnologico bilanciato – 61% solare e 39% eolico – e da uno stato di avanzamento dei progetti in linea rispetto alle attese.

Lo sviluppo strategico passa da idrogeno e mobilità sostenibile

Tra i principali elementi di novità dell’aggiornamento di Piano nella riduzione dell’impronta carbonica, si inseriscono gli sviluppi strategici in ambito di mobilità sostenibile, idrogeno e bio-metano, temi molto cari all’ad Mazzoncini che solo pochi mesi ha pubblicato il libro “Inversione a E. Comportamenti individuali e sviluppo tecnologico per la mobilità sostenibile” (Egea, 2021). Circa il 30% delle emissioni di CO2 in Italia derivano dal settore della mobilità.

Abbattere le emissioni di CO2 dai trasporti di merci e persone sarà possibile con una penetrazione sempre più rilevante di auto elettriche e mezzi pesanti alimentati a idrogeno e bio-GNL. Nel 2021 l’8% delle auto vendute in Italia sono state elettriche (pure e ibride plug-in) ed è una percentuale destinata a crescere nei prossimi anni.

Per favorire l’adozione di questo modello di mobilità sostenibile A2A ha quadruplicato l’installazione di infrastrutture previste rispetto allo scorso Piano: 24 mila punti di ricarica elettrica al 2030 con un focus sulla bassa potenza (fino a 7kW) e sull’alta potenza (oltre 50 kW), per favorire sia una modalità di erogazione lenta (ad.

es. durante la notte) sia rapida (simile a quella delle stazioni di rifornimento tradizionali). Per quei segmenti di mobilità la cui evoluzione non è prevista verso l’elettrico, A2A vuole mettere a disposizione soluzioni green quali idrogeno verde e bio-GNL. Il Gruppo ha in programma di sviluppare infatti oltre 60 impianti di biometano di cui almeno 5 con liquefazione per ottenere bio-GNL, mentre per la produzione di idrogeno si potranno sfruttare fonti di energia prodotta continuativamente come quella dei termovalorizzatori, con un modello di business decentralizzato basato su ecosistemi locali al servizio dell’industria e del trasporto pesante.

Non va dimenticato a proposito di idrogeno, il progetto della Hydrogen Valley in Valcamonica che vede coinvolti, oltre ad A2A, anche Snam e FNM-Trenord.

A2A al fianco di famiglie e imprese per limitare gli effetti del caro energia

Di fronte alla situazione sempre più tesa legata ai costi dell’energia e alle tensioni internazionali, il gruppo intende supportare le famiglie con prezzi fissi e rateizzazioni e stabilizzare i costi per le imprese. “Come A2A e insieme alle associazioni industriali stiamo studiando un contratto di fornitura di energia elettrica fino al 2025 a prezzo fisso per circa 400 imprese” , ha aggiunto Renato Mazzoncini. “Desideriamo inoltre tutelare il 90% dei nostri clienti mass market con contratti annuali e biennali a prezzo fisso per la componente energia e offrendo la possibilità di rateizzare i pagamenti”.

Economia Circolare, 7 miliardi di investimenti 2021-2030

Nell’aggiornamento di Piano, A2A ha rivisto al rialzo tutti i target economici e di business legati al pilastro dell’economia circolare. Gli investimenti, in crescita del 18% con un target EBITDA di 1,2 miliardi di euro, sono destinati alle attività di chiusura del ciclo dei rifiuti, a quelle per il recupero del calore disperso a beneficio del teleriscaldamento e al ciclo idrico integrato.

Il 2021 ha confermato le criticità strutturali italiane nella gestione dei rifiuti e, a differenza dei principali Paesi europei, l’Italia è lontana dall’azzeramento del ricorso alla discarica. In termini di gas inquinanti, le discariche emettono circa il 50% di CO2 in più rispetto agli impianti di termovalorizzazione (WTE) e non consentono il recupero di energia o calore. Con l’aggiornamento del Piano Industriale A2A ha ulteriormente innalzato gli obiettivi legati al recupero di materia e di energia dai rifiuti e dagli scarti agroalimentari e zootecnici. Il Piano prevede la realizzazione di nuovi impianti per il recupero di materia per un totale di 2,2 milioni di tonnellate al 2030. I principali sviluppi si concentreranno nel trattamento della frazione umida e della carta, attraverso i quali A2A potrà crescere fino a raggiungere una piena chiusura del ciclo dei rifiuti.

Nel ciclo idrico l’obiettivo del Gruppo è contribuire al superamento delle infrazioni UE con una riduzione delle perdite idriche lineari del 23% (mc/km/giorno) e sviluppando una nuova capacità di depurazione. Nel teleriscaldamento sarà raddoppiato in arco piano l’utilizzo di energia recuperata da cascami termici o proveniente da fonti rinnovabili.

Oltre 1.300 nuove assunzioni, attenzione a diversity & inclusion e a fornitori italiani

“Gli obiettivi ESG sono sempre più integrati nella strategia di A2A e in questo update di Piano il Gruppo ha individuato sfidanti traguardi nella dimensione sociale e di governance in cui opera” ha proseguito Carlotta Ventura, Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs Officer di A2A.

“Al primo posto di questi obiettivi ci sono le persone: il primo anno di Piano è stato segnato infatti da una cresciuta attenzione nella gestione delle risorse umane per il protrarsi dell’emergenza Covid-19, accelerando una piena digitalizzazione delle attività e garantendo alle risorse operative impegnate nei servizi essenziali sul territorio il supporto necessario per continuare a lavorare in sicurezza. A2A ha proseguito nelle attività di talent attraction ed employer branding grazie all’utilizzo di piattaforme digitali, con 1.300 nuovi ingressi.

L’approccio di A2A alla diversità e all’inclusione si fonda sui principi di integrità e sulla tutela della persona all’interno dell’ambiente di lavoro. A conferma di tale approccio nell’ultimo anno A2A ha adottato la policy sui diritti umani, ha effettuato la dichiarazione di impegno sui temi Diversity, Equity and Inclusion ed infine è stata inclusa nel Bloomberg LP Gender Equality Index.

Nel 2021 A2A ha aumentato del +11% (Vs 2020) la percentuale di donne nei CdA di società del Gruppo. È stato istituito il nuovo indicatore Gender Balance CdA, per garantire che il genere meno rappresentato ottenga almeno un terzo dei componenti del consiglio di amministrazione, con un target al 2030 del 90% (2021 si attesta al 43%). A2A si impegna inoltre a raggiungere il 50% di donne tra i nuovi assunti al 2026 (+5% vs 2021F) e infine a raggiungere il target al 2030 del 21% di ore di lavoro effettuate in remote working.

Prosegue inoltre il percorso per incrementare una Supply Chain sostenibile confermato anche dall’adozione di due nuove policy: Sustainable Procurement per promuovere pratiche di responsabilità sociale e ambientale tra i fornitori, che stimolino il miglioramento delle performance ESG lungo tutta la catena di fornitura e Stakeholder Engagement per rafforzare il rapporto con il territorio. In questo primo anno di Piano il 95% degli acquisti è stato affidato ad imprese italiane, il 50% dell’ordinato proviene da fornitori valutati con indicatori ESG (target al 2030 90%) e si conferma l’impegno di raggiungere al 2030 un’incidenza dei criteri di sostenibilità nel processo di vendor rating pari a 30%.

A2A, primo fondo di CVC su transizione energetica ed economia circolare

Per A2A innovazione significa creare un ecosistema aperto, diffuso e interconnesso. Nel 2021 il Gruppo si è confrontato con 643 start up di cui 7 sono entrate in portafoglio tramite il Corporate Venture Capital (CVC). Attraverso l’ecosistema di innovazione sono state effettuate 43 sperimentazioni, 11 iniziative di crowdsourcing ed è stato depositato un brevetto. A2A diffonde la cultura dell’innovazione stimolando la partecipazione diffusa e continuativa dei dipendenti alle diverse iniziative (concorsi di idee, programmi di intrapreneurship, etc..): nel 2021 sono state coinvolte 3.000 persone con 546 proposte dai cui sono emerse 8 idee diventate progetti in fase di realizzazione. L’obiettivo al 2030 sulle tematiche di innovazione è quello di effettuare investimenti 100% allineati agli obiettivi ESG, confermarsi il primo fondo di CVC su transizione energetica ed economia circolare, incrementare del 40% i progetti in via di sperimentazione con un focus sull’intelligenza artificiale.