Sangue, merda e ferocia. La politica e la testa di Silvio

Ho sempre cercato di mettermi nei panni delle persone, per capire che cosa pensano e che cosa provano quando fanno delle scelte. Ovviamente parlo dei politici

Ho sempre cercato di mettermi nei panni delle persone, per capire che cosa pensano e che cosa provano quando fanno delle scelte. Ovviamente parlo dei politici, perché di quello mi occupo. Quando qualcosa mi pare davvero incredibilmente strano, assurdamente sbagliato, provo a chiedermi: perché sta facendo così? Il che non vuol dire che se quella persona ha delle motivazioni, allora immediatamente le sue scelte diventano giuste, ma che almeno diventano comprensibili.

Sono giorni che metto qualche pensiero su quel foglietto di Berlusconi con gli aggettivi rivolti a Giorgia Meloni. Quel pezzo di carta con scritto sopra arrogante eccetera eccetera. Allora, è chiaro che una persona abile come Silvio Berlusconi quel biglietto lo ha scritto apposta, o comunque sapendo che sarebbe stato diffuso.

E perché l’ha scritto? Per un calcolo?

E perché l’ha scritto? Per un calcolo? Direi di no, perché nella matematica dei voti Meloni vale tre volte Berlusconi.

La verità è che quel foglietto Berlusconi l’ha scritto per orgoglio. Puro e semplice orgoglio. La motivazione? Come tutti gli anziani – perché Berlusconi è un uomo anziano, anche se probabilmente rifiuta di considerarsi tale – l’ex premier vive di ricordi. E ricorda benissimo di quando Giorgia Meloni, 14 anni fa, veniva nominata ministro della Gioventù proprio da Berlusconi.

Aveva competenze, allora, Giorgia Meloni? Direi di no

Aveva competenze, allora, Giorgia Meloni? Direi di no.

Non ne aveva alcuna. Aveva una trentina d’anni e tutta la vita davanti per dimostrare il proprio valore. Era stata fatta ministro perché Gianfranco Fini l’aveva chiesto al suo alleato Berlusconi. Il quale era pure consapevole che allo stesso Fini aveva fatto un grande favore, sdoganandolo. Fino a quel momento infatti An era concepito come un partito post fascista e quindi messo ai margini. Nessuno voleva governare con loro fino all’avvento di Berlusconi.

Quindi, ricapitolando e provando a entrare nella testa di Silvio: io ho fatto in modo che la forza politica nella quale è nata Meloni avesse la possibilità di proporre la stessa Meloni trentenne a un ministero per il quale chiaramente non aveva competenza. Perché adesso Meloni non vuole che io dia a una mia fedelissima, senza competenze, un ministero che comunque mi spetta? Ecco, questa domanda l’ha fatto inferocire, ed è questa la spiegazione di quel foglietto.

Giorgia è stata di un cinismo e di una ferocia che dovrebbe inorgoglire proprio lo stesso Berlusconi

Giorgia è stata di un cinismo e di una ferocia che dovrebbe inorgoglire proprio lo stesso Berlusconi, che in parte è stato suo maestro. Prima ha tirato in ballo una storia vecchia di oltre 10 anni sul fatto che la Ronzulli ricatterebbe il vecchio leader forzista (quel: “Io non sono ricattabile” voleva dire in effetti “Io non sono ricattabile come te”), e poi ha obbligato il vecchio re a scendere dal trono e ad andare in penitenza nella sede di Fratelli d’Italia per piegare il ginocchio e dare le sue scuse.

Questa è la politica. Rino Formica diceva “sangue e merda”, ma è sempre stata anche rabbia, cinismo, ferocia.