Rai, inefficienze e sprechi sotto la lente della Corte dei Conti

La Rai spende 70 milioni di euro solo per tenere aperte le sue sedi tra affitti, riscaldamento, manutenzione e vigilanza

La fotografia scattata è relativa al 2020, ma le criticità della Rai rilevate nella relazione sulla gestione della società approvata dalla Corte dei conti sono le stesse, presenti ancora oggi.

Aumenta il ricorso a professionisti esterni

A partire dal ricorso a professionisti esterni – il caso più recente è quello della striscia quotidiana su Raitre che partirà in settembre affidata all’ex direttore dell’Espresso Marco Damilano – nonostante l’azienda abbia nel suo organico circa 1800 giornalisti, che costano alla Rai quasi 300 milioni all’anno.

Quindici milioni di euro vengono spesi solo per i Tg regionali.

Con riferimento all’attività contrattuale, si legge nella relazione, “la Corte deve rilevare un inappropriato ricorso a proroghe di contratti in essere, frutto di intempestivo avvio di procedure aperte di affidamento, unito alla mancata programmazione delle attività necessarie per un corretto ed efficiente espletamento dell’attività stessa”.

Migliorare il sistema dei controlli interni

“Tenuto conto di episodi che si sono verificati all’interno dell’azienda (di violazione di norme di condotta, con profili penali, contabili e disciplinari), ferme restando le responsabilità dei soggetti che dovranno essere definitivamente accertate dall’Autorità giudiziaria, è necessario un adeguato processo di revisione del sistema dei controlli interni volto, da una parte, a garantire una più efficace e corretta utilizzazione delle risorse aziendali, dall’altra, a scongiurare condotte illecite, con particolare riferimento al settore degli acquisti e alla gestione dei beni mobili.

È necessario, inoltre, rafforzare le modalità per dare corso ai processi di adeguamento in ordine alle criticità evidenziate in sede di audit”.

Conto in perdita per il terzo anno consecutivo

“E’ necessario – conclude la Corte – che la Rai spa ponga in essere ogni misura organizzativa, di processo e gestionale, per eliminare inefficienze e sprechi, assicurando un maggior contenimento dei costi e migliorando l’equilibrio economico e gestionale, viste le perdite, per il terzo anno consecutivo, di conto economico”.

Nelle oltre settanta tabelle contenute nelle 165 pagine del documento, uno dei primi sprechi che salta agli occhi èla spesa annua per l’affitto e la manutenzione delle sedi Rai: l’azienda spende 70 milioni all’anno in canoni di locazione, manutenzione e spese di gestione (corrente elettrica, acqua, vigilanza, manutenzione).

Solo per le sede regionali la Rai spende 12 milioni l’anno

Solo per le sede regionali la Rai spende 12 milioni di euro l’anno (la media è di 600mila euro per ciascuna di esse, ma Palermo e Firenze costano un milione a testa).

Poca roba se confrontata ai  22 milioni di euro del Centro di produzione Rai di Roma (quello di Milano ne spende 7) e agli oltre 10 di Saxa Rubra.

La commissione di Vigilanza convochi il magistrato contabile vigilante sulla Rai, che ha scritto nella sua relazione che la Rai deve eliminare sprechi e inefficienze, , tuona Michele Anzaldi, segretario della Commissione di vigilanza Rai  dal sito Globalist.

Anzaldi: “Buio fitto sul conflitto di interessi degli agenti”

Il battagliero deputato di Italia Viva prosegue: “Dopo un anno di gestione Fuortes non si sono visti gli auspicati miglioramenti, addirittura abbiamo assistito all’imbarazzante retromarcia dell’amministratore delegato che in Vigilanza aveva annunciato i tanto attesi cambiamenti all’informazione e ai talk show, dopo i disastri su novax e Russia, salvo fare marcia indietro al momento di presentare i palinsesti. Buio fitto anche sui conflitti di interessi degli agenti: la risoluzione approvata all’unanimità in Vigilanza, ormai 5 anni fa, continua a non essere applicata, vediamo che interi palinsesti di rete sono affidati a questo o quell’agente, con i conflitti di interessi che sono addirittura aumentati invece di diminuire”.

Quindi l’affondo: “Basti vedere il nuovo show appena partito su Rai2, Tim Summer Hits, dove secondo il sito VigilanzaTv ben 11 artisti su 22, compresa la conduttrice, sarebbero riconducibili alla stessa agenzia dello spettacolo, che peraltro produce anche il programma. Altro che rispetto del tetto del 30% di artisti con lo stesso agente. Abbiamo visto anche forzature immotivate, come l’aver posto un talk show quale Che tempo che fa sotto la direzione Cultura ed Educational, decisione che rende di fatto impossibile che possa continuare ad ospitare politici”.

Mediaset chiude i bilanci in utile, Rai in profondo rosso

Come è possibile che su questo Viale Mazzini sia ancora così in ritardo? si chiede Anzaldi, “non a caso Mediaset è tornata a chiudere i bilanci in utile, mentre la Rai è in profondo rosso e per far quadrare i conti pensa addirittura a smantellare e svendere il proprio patrimonio, a partire dalle torri di Rai Way e le sedi come Viale Mazzini.

Il 7 luglio il ministro Giorgetti in Commissione di vigilanza

“A proposito di Rai Way, conclude il suo intervento su Globalist Anzaldi, il prossimo 7 luglio il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti sarà di nuovo in commissione di Vigilanza: in quell’occasione sarebbe opportuno riprendere la proposta avanzata dal ministro di affidare le torri ad una società terza, indipendente, a prevalente capitale pubblico, che garantisca questa infrastruttura strategica per il Paese”.

 

Scarica la relazione della Corte dei Conti