L’innalzamento del contante è una cagata pazzesca

No, il contante è il male assoluto. Perché non è tracciabile e perché in Italia serve solo e unicamente a creare evasione fiscale.

Da queste parti non si può dire che abbiamo trattato Giorgia Meloni e Matteo Salvini non equamente. Ho commentato e rigettato – nel senso che mi ha causato un vero e proprio moto di rigetto – tutte le polemiche pseudo femministe di Serracchiani e Boldrini e gente del genere. E pure mi sono detto e ho detto che non devo pretendere da Giorgia Meloni che cammini sulle acque. Perché i governi sono formati da uomini e donne, e gli uomini e le donne fanno delle scelte, e sbagliano.

Detto questo, se uno sbaglia bisogna dirglielo.

E la scelta di innalzare il tetto del contante, la scelta di slegare l’evasione fiscale dall’uso del contante, è una scelta sbagliatissima. La verità che tutti sanno, anche l’ultimo ambulante, anche l’ultimo barista, anche l’ultimo idraulico, è che il contante è la base del nero, e che il nero è l’evasione fiscale in Italia.

Come vengono pagati i lavoratori sottopagati, se non con i contanti?

Come vengono pagati i lavoratori sottopagati, se non con i contanti? Come si alimenta un mercato parallelo di merci contraffatte se non con i contanti? No, il contante è il male assoluto. Perché non è tracciabile e perché in Italia serve solo e unicamente a creare evasione fiscale. Non c’è altra ragione. E’ più scomodo (oggi si paga con il cellulare tranquillamente), è più pericoloso (te lo possono rubare): l’unica ragione di esistere è il nero.

Fosse per me farei girare solo le monete, per andare a comprare le caramelle e per giocare a flipper. Dopodiché, e lo metto in fondo perché per riformare questa cosa basta una leggina piccola piccola, sono perfettamente d’accordo che l’esercente debba solo comprarsi il pos e che tutte le commissioni andrebbero azzerate per legge.