Le cose incredibili di questo Paese disgraziato

Questo è un Paese dove a una settimana dalle elezioni non si capisce ancora chi sia davvero parlamentare e chi no. Bossi fuori, Bossi dentro.

Succedono cose incredibili in questo Paese. Questo è un Paese dove viene eletta Marta Fascina in Sicilia senza che ci abbia mai messo piede. Questo è un Paese dove a una settimana dalle elezioni non si capisce ancora chi sia davvero parlamentare e chi no. Bossi fuori, Bossi dentro. Qualcuno ironizza che Bossi è risuscitato al terzo giorno. Ma mica c’è qualcosa da ridere eh: come può essere possibile che il Viminale non riesca a dire quali sono gli eletti? E se il ministero dell’Interno non riesce a dire chi sono gli eletti, come potrebbe mai capirlo un cittadino, che fino a prova contraria con le elezioni – chiamandosi democrazia rappresentativa – dovrebbe scegliere i propri parlamentari? Poi è ovvio che la gente dica: tanto fanno quel che vogliono.

Perché è proprio così: non si capisce più niente, e ormai pure per il voto bisogna essere scienziati termonucleari.

Le donne protestano a tal punto di contestare anche Laura Boldrini

In tutto questo le piazze d’Italia si animano di donne che protestano perché qualcuno vorrebbe eliminare il diritto all’aborto. Ah sì? Io ho letto decine di dichiarazioni nette, nettissime, di Giorgia Meloni che non vuole assolutamente levare niente. Però va bene, protestate.

Protestano a tal punto che contestano anche Laura Boldrini, che come fa di solito – prezzemolina – arriva in piazza a favore di telecamere. Ricordo, nei primi mesi del governo gialloverde, quando di fronte a una piazza San Babila stranita, arrivò alla fine di una manifestazione contro Orbàn, urlando (praticamente sola), “no pasaràn, no pasaràn, no pasaràn”. La gente ridacchiava. A Roma invece gliele hanno cantate: “Fatevi difendere da Fdi”, dice lei.

“Perché secondo te ci difendi tu? Ma vaaaa”, fanno le ragazze. Magnifico.

Il voto ha dimostrato che la gente dei cantanti e di quelli che popolano i social se ne strasbatte

Ultima conseguenza di queste elezioni è il tentativo estremo degli “influencer” di riprendersi la scena. Il voto ha dimostrato che la gente dei cantanti e di quelli che popolano i social se ne strasbatte. E allora quelli iniziano ad invocare la “resistenza”, sporcando il nome di un glorioso e sanguinoso periodo della nostra Storia per tre like e due stories.

Fa un po’ schifo, ma abbiamo visto di peggio.