Si è aperta a Monaco di Baviera la 62esima Conferenza sulla sicurezza, in un contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni tra grandi potenze e da un ripensamento degli equilibri euro-atlantici. Al centro della prima giornata i rapporti transatlantici, il tema dell’autonomia strategica europea e la tenuta del sistema multilaterale.
Merz: “L’ordine internazionale basato sulle regole non esiste più”
Nel discorso inaugurale, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha tracciato un quadro netto della situazione geopolitica: “L’ordine internazionale basato sui diritti e sulle regole non esiste più nella forma che conoscevamo”. Un passaggio che fotografa la fase di trasformazione dell’assetto globale, segnata da una crescente rivalità tra grandi potenze.
Merz ha aggiunto che “in un’era di rivalità tra grandi potenze, nemmeno gli Stati Uniti saranno sufficientemente forti da agire da soli”, sottolineando la necessità di “ripristinare e ravvivare insieme la fiducia transatlantica” tra Europa e Washington. Il cancelliere ha inoltre rivelato l’avvio di colloqui confidenziali con il presidente francese Emmanuel Macron sullo sviluppo di un deterrente nucleare europeo da integrare nel quadro Nato, segnale di una spinta verso un’autonomia strategica più marcata pur all’interno dell’Alleanza atlantica.
Rutte: “Una Nato più Europa-guidata”
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha evidenziato come l’Alleanza sia destinata a diventare “più Europa-guidata” nei prossimi anni, grazie all’aumento delle spese per la difesa da parte degli Stati europei. Rutte ha tuttavia ribadito la centralità della cooperazione con gli Stati Uniti, parlando della necessità di una “transizione graduale” attraverso i processi di pianificazione dell’Alleanza, in modo da rafforzare il pilastro europeo senza rompere l’equilibrio transatlantico.
Von der Leyen: 90 miliardi di prestiti all’Ucraina
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha illustrato gli elementi operativi del programma Security Action for Europe (Safe). Le risorse assegnate – inclusi circa 90 miliardi di euro di prestiti all’Ucraina – saranno vincolate a condizioni che favoriscono la produzione di tecnologie strategiche in Europa e nei Paesi partner. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la base industriale europea della difesa, consolidando al tempo stesso il sostegno a Kiev.
Zelensky: “La guerra definisce le priorità euro-atlantiche”
Proprio l’Ucraina si è confermata elemento chiave dell’agenda. Il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito che il conflitto in corso continua a definire “le priorità strategiche euro-atlantiche”, influenzando la sicurezza dell’intero continente. Zelensky ha sottolineato la necessità di aumentare la produzione congiunta di capacità difensive e di rafforzare un’architettura di sicurezza collettiva europea più solida e operativa, coinvolgendo stabilmente i partner internazionali.
Tajani: “Interoperabilità e resilienza industriale”
A rappresentare la posizione italiana è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha richiamato l’importanza di una piena interoperabilità tra le forze europee e la Nato, insieme alla necessità di un rafforzamento industriale congiunto. “L’Italia sostiene la costruzione di capacità operative europee comuni e l’interoperabilità con la Nato, rafforzando la resilienza industriale e tecnologica dell’Unione”, ha affermato Tajani, indicando una linea che punta a coniugare autonomia europea e cooperazione atlantica.
Le prossime tappe: Ucraina e scudo europeo
Nei prossimi due giorni la Conferenza proseguirà con panel dedicati al supporto all’Ucraina, al futuro dello scudo europeo di deterrenza e alle sfide poste dalla competizione strategica globale. In agenda anche il rafforzamento delle catene produttive della difesa. Atteso domani l’intervento del segretario di Stato Usa Marco Rubio, che presenterà le priorità di Washington in vista del nuovo ciclo di negoziati sul conflitto ucraino.
