Cinque ovvietà sull’Italia e la Russia

Cinque questioni che, in questi tempi tremendamente confusi, dovrebbero avere parvenza di ovvietà sulla guerra russa in Ucraina

Oggi parliamo di ovvietà. Prima ovvietà: gli inglesi dicono che gli Ucraini possono bombardare in territorio russo. E’ del tutto ovvio: l’Ucraina e la Russia sono in guerra, se la Russia attacca in Ucraina, l’Ucraina attacca in Russia. Perché ci si scandalizza?
Seconda ovvietà: la Russia comincia a tagliare le forniture di gas. Lo fa con quei paesi che sono più deboli contrattualmente, ma che sono anche più vicini geograficamente.

Lo fa xxxxxxxi sapeva che lo avrebbe fatto perché in questa maniera aumenta il prezzo del gas a livello internazionale: inizia a guadagnarci di più e inoltre lancia un segnale al mondo ben preciso.

Terza ovvietà: abbiamo fatto i duri con Putin, ma adesso dobbiamo dimostrare di esserlo. Quando inizierà a scarseggiare il gas, vediamo che cosa succede nelle nostre fragili volontà.
Quarta ovvietà: al netto della guerra in Russia, in Italia la situazione non è così rosea.

Stiamo facendo debito pubblico a tutto andare, le regioni avrebbero dovuto riformare la sanità (la Lombardia l’ha fatto, gli altri? Assolutamente no), avremmo dovuto avanzare con forza sulla transizione ambientale (peraltro, ne avremmo benefici immediati per la questione del gas di cui sopra). E invece il PNRR è diventato da parola usata ovunque, roba che andavi al bar e chiedevi un caffè con un po’ di Pnrr a sigla sconosciuta ai più ma soprattutto ai funzionari che dovrebbero “scaricarlo” a terra, in opere concrete.

Io, francamente, di pnrr non ne ho visto manco un po’.

Quinta ovvietà: andiamo avanti così e quando sarà finita la guerra ci troveremo improvvisamente più poveri, più insicuri e con la stessa classe politica di improvvisati.