Bonaccini e l’essenza della democrazia

Gli elettori li avevano puniti e loro con giochi e giochini di palazzo avevano pensato bene di tornare a governare

“Al governo andremo solo se vinceremo le elezioni”. Autore della frase Stefano Bonaccini, candidato segretario del Partito Democratico e uomo di assoluta intelligenza, alla quale sposa anche un grande senso pratico. La frase, di per sè, è abbastanza banale. Sarebbe come dire: “Butto la pasta se ho fatto bollire l’acqua”. O il celebre “Il signor de la palisse era vivo un momento prima di morire”. Dunque: si va al governo se si vincono le elezioni. Scontato, no? No, invece.

Il Pd punito dagli elettori nella scorsa legislatura

Perché il Partito Democratico oggi nei sondaggi è così sotto i piedi per un motivo semplice semplice, che però nessuno ha voluto ammettere: nella scorsa legislatura gli elettori lo avevano punito, tanto da farlo arrivare terzo, eppure il Pd è finito lo stesso al Governo, e ci è rimasto incollato per quattro lunghi anni. I democratici hanno bruciato tutta la loro credibilità in quella impresa. Avessero fatto governare chi aveva vinto, oggi probabilmente sarebbero loro a Palazzo Chigi. Invece no. Gli elettori li avevano puniti e loro con giochi e giochini di palazzo avevano pensato bene di tornare a governare. Bonaccini dice che tutto questo non si può ripetere, che si comanda se i cittadini ti scelgono per comandare. Una cosa ovvia, la base della democrazia, ma che qualcuno – nella smania di fermare ipotetici pericoli fascisti – si era scordato. Risultato? Alla fine al governo ci è andata proprio la destra.