Lo scontro interno: Antonio Tajani e il muro su Paolo Barelli
La tensione all’interno di Forza Italia ha raggiunto il punto di rottura, spostando l’asse del conflitto dal Senato alla Camera. Il Segretario Antonio Tajani, pur ringraziando ufficialmente Gasparri per la “dedizione e lealtà”, avrebbe posto un ultimatum riservato ma categorico alla famiglia Berlusconi per fermare ulteriori avvicendamenti: «Se salta Barelli me ne vado». La difesa di Paolo Barelli, suo storico fedelissimo che ha negato di sentirsi “sulla graticola” nonostante i rumors, rappresenta per il Segretario l’ultima barriera contro un totale commissariamento della sua leadership da parte dei vertici di Fininvest.
Le dimissioni al Senato: l’avvicendamento tra Maurizio Gasparri e Stefania Craxi
Il cambio di passo è iniziato ufficialmente a Palazzo Madama con il passo indietro di Maurizio Gasparri. Nonostante il senatore abbia dichiarato di aver deciso “autonomamente”, la scelta è maturata dopo che 14 senatori su 20 — inclusi i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati — hanno firmato una lettera chiedendo un avvicendamento per “l’unità del partito”. Al suo posto è stata eletta per acclamazione Stefania Craxi, che ha definito la sua nomina “una nuova tappa affrontata con serietà”, precisando tuttavia che si tratta di un cambio “deciso prima del referendum”. Gasparri, dal canto suo, ha commentato: «Chi ha un lungo percorso basato sul senso del dovere sa quando gestire tempi e modalità in momenti complessi».
L’ombra di Marina Berlusconi: la spinta per una nuova classe dirigente
Dietro questa manovra emerge con forza il ruolo di Marina Berlusconi, diventata sempre più un “fattore politico” decisivo. La presidente di Fininvest preme per un rinnovamento profondo della classe dirigente, giudicato indispensabile per rilanciare il movimento dopo i segnali di logoramento emersi con il voto sulla giustizia. Sebbene Stefania Craxi abbia dichiarato di non aver sentito Marina recentemente, ha sottolineato il legame di stima che univa le rispettive famiglie. Intanto, negli ambienti parlamentari, resta alta l’attenzione su Alessandro Cattaneo, indicato come il possibile profilo scelto da Arcore per sostituire Barelli alla Camera e completare il reset dei vertici.
