I nuovi elementi emersi definiscono un quadro complesso dietro il gesto del tredicenne che ha colpito l’insegnante di francese. Lo studente si è presentato all’istituto di via Damiano Chiesa con una maglietta bianca su cui era tracciata a mano la parola “Vendetta”, portando con sé non solo il coltello usato nell’aggressione, ma anche una pistola scacciacani. Dalle analisi sui dispositivi elettronici è emerso un forte interesse per episodi di violenza scolastica avvenuti all’estero, alimentato dalla frequentazione di canali Telegram dedicati alla glorificazione di tali tematiche.
Le indagini: il materiale rinvenuto nell’abitazione
Durante la perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno trovato un vero e proprio deposito di oggetti atti a offendere: bombe carta artigianali, sostanze chimiche per la produzione di polvere pirica, fionde professionali e diversi scritti contro l’ambiente scolastico. Nonostante la gravità di quanto rinvenuto e la chiara premeditazione, il ragazzo non è imputabile avendo meno di 14 anni. Attualmente è affidato a una struttura specializzata per gli accertamenti psichiatrici necessari, sotto il coordinamento della Procura per i Minorenni di Brescia.
L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha confermato la validità del protocollo “Blood on Board”, che ha permesso di somministrare sangue alla docente già durante il trasporto in elicottero verso il Papa Giovanni XXIII. Sul fronte della prevenzione, l’assessore all’Istruzione Simona Tironi ha sottolineato l’impegno della Regione nel potenziare gli sportelli “Scuola in ascolto”. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la capacità del sistema scolastico di intercettare precocemente le fragilità degli studenti prima che sfocino in episodi critici.
