Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un nuovo picco, con il presidente americano Donald Trump che ha dichiarato pubblicamente la volontà di “distruggere completamente il regime terroristico dell’Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo”. In un messaggio diffuso attraverso la piattaforma Truth, Trump ha anche espresso soddisfazione per quelli che ritiene successi militari: “La marina iraniana è stata spazzata via, la loro aviazione non esiste più, i missili, i droni e tutto il resto sono stati decimati, e i loro leader sono stati cancellati dalla faccia della terra”. Secondo Trump, questa strategia mira a impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari e minacciare la stabilità regionale: “Ma la cosa di più grande interesse e importanza per me, come presidente, è fermare l’impero del Male, l’Iran dall’avere l’arma nucleare e distruggere il Medio Oriente e in effetti il mondo. Non permetterò mai che questo accada”.
Le reazioni internazionali, Macron: “Ucciso un soldato francese, è inaccettabile”
Nel contesto degli sviluppi militari, si registrano conseguenze anche sul terreno. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che “un soldato francese, il sergente maggiore Arnaud Frion, è stato ucciso durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq”. Macron ha definito l’accaduto “un attacco inaccettabile contro le nostre forze impegnate nella lotta contro l’Isis dal 2015″ e ha voluto sottolineare come “la guerra in Iran non può giustificare tali attacchi”. Gli eventi degli ultimi giorni hanno inoltre causato feriti tra i militari francesi: “La Francia è al loro fianco e alle loro famiglie”, ha assicurato il leader dell’Eliseo.
Impatto economico ed energetico sulla scena globale
L’intensificarsi del conflitto ha avuto ripercussioni immediate sul mercato energetico. Trump stesso ha evidenziato come “gli Stati Uniti sono il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando il prezzo del petrolio sale, noi facciamo un sacco di soldi”. Tuttavia, l’aumento dei prezzi della benzina suscita preoccupazioni fra i cittadini americani. In risposta ai potenziali problemi di approvvigionamento, i 32 paesi membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (tra cui Stati Uniti e Italia) hanno deciso all’unanimità di lanciare il più grande rilascio di scorte petrolifere di emergenza mai effettuato, con l’obiettivo di compensare la perdita dovuta all’effettiva chiusura dello Stretto di Hormu”. Saranno resi disponibili al mercato circa 400 milioni di barili di petrolio, come annunciato dal direttore esecutivo Fatih Birol.
Trump: “I giornali mentono, stiamo vincendo”
Trump ha più volte contestato la narrazione di alcune fonti giornalistiche, sostenendo che “se leggeste il fallimentare New York Times, pensereste erroneamente che non stiamo vincendo“. Il presidente americano insiste però sui risultati ottenuti: “Abbiamo una potenza di fuoco senza pari, munizioni illimitate e tutto il tempo necessario: guardate cosa succederà oggi a questi folli criminali”. Al momento, i paesi dell’Unione Europea sono chiamati a comunicare le proprie intenzioni riguardo al piano di emergenza dell’Agenzia Internazionale per l’Energia entro la scadenza fissata per le ore 18 di oggi, secondo la Commissione Europea per l’Energia.
