Un normale pomeriggio milanese si è improvvisamente trasformato in tragedia quando il tram della linea 9 è deragliato in viale Vittorio Veneto, finendo la propria corsa contro un edificio. Il bilancio, gravissimo, parla di due vittime e di oltre cinquanta feriti. L’evento, avvenuto intorno alle 16, ha immediatamente mobilitato forze dell’ordine, soccorsi e amministrazione locale, che hanno avviato un’immediata indagine sulle cause e sulle eventuali responsabilità.
L’autista indagato: accertamenti in corso
Il conducente del tram, Pietro M., 60 anni con trentacinque anni di servizio in ATM, è ora ufficialmente indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. Secondo l’ipotesi di reato, l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto per consentire il proseguimento degli accertamenti tecnici e giudiziari sul coinvolgimento del tranviere.
L’uomo ha dichiarato ai medici di aver subito prima un dolore molto forte alla gamba, conseguenza di un trauma accidentale, e successivamente un improvviso mancamento: “Era diventato tutto nero e ho perso il controllo”, avrebbe spiegato poco prima di essere dimesso dall’Ospedale Niguarda. Gli esami tossicologici effettuati hanno escluso l’assunzione di alcol o altre sostanze e il cellulare dell’autista è stato sequestrato dagli inquirenti, in quanto atto dovuto per ulteriori accertamenti.
L’ipotesi del malore improvviso, la tutela delle responsabilità
L’ipotesi prevalente, emersa anche nella relazione inviata questa mattina dalla Polizia Locale alla Procura della Repubblica, fa riferimento a una possibile «sindrome vasovagale», ovvero un malessere vascolare che può causare perdita momentanea dei sensi. “Mi sono sentito male, è diventato tutto nero e ho perso il controllo”, ha confermato l’autista anche agli agenti. Sul versante giuridico, la Procura milanese – guidata dal procuratore Marcello Viola e dalla pm Elisa Calanducci – ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose, come atto preliminare necessario a una ricostruzione oggettiva dei fatti.
Indagini tecniche: sistemi di sicurezza e manutenzione
Una parte fondamentale delle indagini riguarda il funzionamento del sistema frenante e del dispositivo di sicurezza noto come “uomo morto”, che dovrebbe attivare la frenata automatica in caso di inattività del conducente per circa trenta secondi. Sono stati acquisiti i dati delle telecamere interne, la strumentazione tecnica del convoglio e la registrazione delle comunicazioni tra cabina di regia ATM e autista.
Si sta anche analizzando la manutenzione delle rotaie: la sera precedente l’incidente, infatti, era stata effettuata la tradizionale molatura dei binari – un intervento ordinario, ora oggetto di verifica da parte degli ispettori per escludere eventuali anomalie tecniche. Ulteriori accertamenti riguardano l’attivazione dello scambio, la cui mancata corretta gestione avrebbe provocato la deviazione del tram su un binario imprevisto, comportando l’uscita dai binari con una velocità stimata tra i 20 e i 40 chilometri orari. Verrà disposta una perizia cinematica per chiarire dinamica e responsabilità esatte.
Sequestri e perquisizioni nella sede dell’ATM
Mentre prosegue la raccolta degli elementi utili, sono in corso perquisizioni e acquisizioni di documenti nella sede di ATM, in via Monte Rosa, finalizzate a raccogliere ogni comunicazione utile tra la centrale operativa ATM e il conducente nonché a vagliare i protocolli di sicurezza e la regolarità delle operazioni manutentive sulle infrastrutture e sui mezzi.
Conseguenze sulla collettività e assistenza
L’impatto del tram contro l’edificio ha causato la temporanea evacuazione di diversi residenti, ospitati con urgenza in hotel dal Comune. Il sindaco Beppe Sala ha assicurato la piena assistenza alle famiglie colpite e una totale collaborazione con la magistratura nelle indagini: “L’amministrazione garantirà ogni supporto necessario e farà tutto il possibile per contribuire all’accertamento della verità”.
Secondo i rilievi, la presenza di un grosso albero sulla traiettoria del tram avrebbe limitato le conseguenze, impedendo un possibile ribaltamento completo del convoglio e ulteriori danni. Il locale Robata Kan, che si trovava sul punto d’impatto, è stato gravemente danneggiato e resterà chiuso per consentire ulteriori verifiche strutturali.
Le prossime tappe dell’indagine
Nei prossimi giorni, il conducente sarà nuovamente ascoltato dagli inquirenti e si attendono i risultati dalle perizie tecniche. “Moralmente – ha riferito la moglie – è distrutto, perché è successa una cosa che in tutti questi anni di lavoro non si sarebbe mai aspettato potesse succedere”.
Le indagini proseguiranno su tutti i fronti, per stabilire la catena degli eventi e, soprattutto, per offrire le dovute risposte alle famiglie delle vittime e all’intera cittadinanza di Milano, colpita da un episodio la cui dinamica finale resta, a oggi, non completamente chiarita.
