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Napoli: indagini sul trapianto negato, cuore per un bambino danneggiato nel trasporto

Napoli: indagini sul trapianto negato, cuore per un bambino danneggiato nel trasporto

La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo d’indagine sul caso del trapianto di cuore fallito presso l’ospedale Monaldi. Si tratta di un aggiornamento rispetto a quanto emerso la settimana scorsa, quando era stato lanciato un appello urgente per trovare un nuovo donatore compatibile. Un organo prelevato in un’altra regione e destinato a un bambino in lista d’attesa è giunto a destinazione con gravi lesioni tissutali. Le prime perizie tecniche indicano che il muscolo cardiaco presentava segni di congelamento, condizione che ne ha compromesso l’integrità biologica e la funzionalità. L’equipe chirurgica ha dovuto sospendere l’intervento dopo aver constatato l’impossibilità di procedere all’impianto sul bimbo.

Le anomalie nel sistema di conservazione

Le indagini si concentrano sulle modalità di stoccaggio dell’organo durante il trasferimento. Secondo le ricostruzioni, il cuore sarebbe stato riposto in un box di plastica non conforme agli standard sanitari previsti per il trasporto di organi umani. Il contatto diretto con il ghiaccio o con agenti refrigeranti a temperature troppo basse avrebbe causato il danneggiamento delle cellule e dei vasi coronarici. Il protocollo standard prevede l’utilizzo di contenitori isotermici certificati e soluzioni di conservazione specifiche che mantengano una temperatura costante tra i 2 e i 4 gradi.

La dinamica del trasporto e le tappe del prelievo

Il cuore è stato prelevato in un ospedale del Nord Italia e trasportato d’urgenza verso Napoli tramite un volo dedicato. Durante il tragitto, durato diverse ore, i sistemi di monitoraggio della temperatura avrebbero registrato anomalie mai segnalate prima dell’arrivo al Monaldi. Al momento della consegna, i medici campani hanno rilevato che la superficie dell’organo appariva rigida e con evidenti segni di necrosi da freddo. La magistratura ha disposto il sequestro del contenitore e dei registri termici per verificare eventuali guasti tecnici o negligenze del personale addetto.

Le responsabilità e le verifiche ministeriali

Il Ministero della Salute e il Centro Nazionale Trapianti hanno avviato un’ispezione interna per chiarire le responsabilità lungo tutta la catena del trasporto. Gli accertamenti mirano a stabilire se l’errore sia avvenuto durante il confezionamento dell’organo nell’ospedale di partenza o se sia riconducibile al personale incaricato del trasferimento logistico. Sotto esame sono anche le procedure di comunicazione tra i due centri ospedalieri, per capire se vi siano state sottovalutazioni dei segnali di allerta termica durante il volo.