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Napoli, trapianto fallito al Monaldi: corsa contro il tempo per salvare il piccolo Tommaso

Napoli, trapianto fallito al Monaldi: corsa contro il tempo per salvare il piccolo Tommaso

La vicenda del piccolo Tommaso, il bambino di due anni e mezzo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, è diventata una drammatica emergenza sanitaria e giudiziaria. Dopo l’esito infausto del tentativo di trapianto di cuore dello scorso 23 dicembre, le condizioni del piccolo sono peggiorate progressivamente, rendendo necessaria una nuova, disperata ricerca di un donatore compatibile. La madre del bambino, attraverso i legali e gli organi di stampa, ha lanciato un appello estremo, sottolineando come rimangano pochissime ore per intervenire prima che il quadro clinico diventi irreversibile.

Le ipotesi sulle anomalie di conservazione

Al centro dell’inchiesta aperta dalla Procura di Napoli, che ha delegato i carabinieri del NAS per l’acquisizione della documentazione clinica, vi è la gestione del trasporto dell’organo da Bolzano al capoluogo campano. Sebbene le prime indiscrezioni giornalistiche avessero ipotizzato l’uso di sostanze refrigeranti non idonee, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulla natura esatta del danno, descritto tecnicamente come una compromissione dei tessuti che ha reso l’organo inservibile. Resta inoltre da chiarire se il bambino fosse già stato sottoposto alla fase iniziale dell’intervento prima che l’equipe medica accertasse le condizioni del cuore in arrivo.

Il supporto vitale e l’appello per un nuovo donatore

Attualmente, la sopravvivenza del piccolo è affidata esclusivamente alla tecnologia ECMO, un sistema di supporto vitale extracorporeo. Tuttavia, il prolungamento eccessivo di questa terapia, che ha ormai superato i cinquanta giorni, espone il paziente a rischi altissimi di complicanze sistemiche e danni ad altri organi. La comunità medica osserva con apprensione l’evolversi della situazione, mentre il reparto di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi è finito sotto i riflettori non solo per l’indagine giudiziaria, ma anche per i provvedimenti cautelativi adottati dalla direzione sanitaria. Tuttavia, la famiglia ha lanciato un drammatico appello attraverso i propri legali, sottolineando che il supporto artificiale ha superato la soglia critica dei 50 giorni, aumentando esponenzialmente il rischio di complicanze fatali. La madre di Tommaso ha confermato che il quadro clinico è in costante peggioramento e che è necessaria una nuova disponibilità nella lista trapianti entro pochissime ore. La speranza è riposta in un nuovo atto di generosità che possa sbloccare una situazione clinica definita ormai al limite delle possibilità umane.

Provvedimenti cautelativi e stop alla cardiochirurgia pediatrica

In attesa che l’autorità giudiziaria individui le responsabilità, l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha adottato misure drastiche a tutela della sicurezza dei pazienti. Il programma di trapiantologia pediatrica del Monaldi è stato ufficialmente sospeso, con il conseguente sollevamento dagli incarichi della direttrice di dipartimento e dei due cardiochirurghi coinvolti nel caso. Il provvedimento, di natura cautelativa, include anche il blocco temporaneo dell’inserimento di nuovi pazienti nelle liste d’attesa regionali. Questa decisione riflette la volontà della struttura di procedere a una revisione totale dei processi di sicurezza sanitaria e logistica, mentre il caso continua a sollevare forti polemiche sulla gestione delle eccellenze ospedaliere nel Mezzogiorno.