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Tutti contro le Olimpiadi del Nord Italia. Ovviamente scordandosi il passato

Tutti contro le Olimpiadi del Nord Italia. Ovviamente scordandosi il passato

E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com

E’ cominciato l’assalto alla diligenza! Come solo noi italiani sappiamo fare, invece di fare quadrato intorno alle Olimpiadi evento nazionale, è partito il tiro al piccione. Del resto, non bisogna scordarsi che il grande evento è stato voluto (e garantito da fidejussioni) dalle Regioni del Nord (Lombardia e Veneto). Il governo Pd-Movimento 5 Stelle non le voleva, e solo successivamente Roma si è messa d’impegno. Ora, tutta quella bile, che risiede principalmente nella Capitale, e che non è esclusiva di una certa sinistra, sfoga fuori. Sgorga. Arriva ad accusare le Olimpiadi di essere il regno della neve artificiale. Complice il clima, che non ha innevato abbastanza, ovviamente saranno i cannoni a sparare. Abominio! Come riporta Dagospia, Le Monde attacca dicendo che non c’è sostenibilità.

Peccato che poi uno faccia una veloce ricerca e scopra che quattro anni fa, a Pechino, il 100 per cento della neve era artificiale. Lo sappiamo bene anche perché a fornire i sistemi furono… gli italiani, con l’azienda altoatesina Technoalpin. Quattro anni prima? Nel 2018 in Corea la neve artificiale fu il 90 per cento, e a Sochi nel 2014 l’80 per cento.

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Secondo la Bild invece siamo in ritardo su tutto. Se frughiamo negli archivi scopriamo che a Sochi ci furono “ritardi strutturali”, e che il costo lievitò a 50 miliardi di dollari. Per andare negli Stati Uniti, gli ultimi giochi invernali del 2002 furono un grande successo organizzativo: tutto venne completato per tempo e le sedi erano pronte. Ma secondo gli studi l’impatto economico fu decisamente trascurabile. Che cosa vuol dire questo? Mal comune mezzo gaudio? Oppure che semplicemente ogni volta un grande evento è una sfida, nella quale non va tutto bene o tutto male, ma che è la gestione di un bilancio complesso, nel quale solo la riga di fondo rivelerà – alla fine (e la fine spesso è anni dopo il termine delle competizioni) – se la sfida sarà stata vinta o persa.

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