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Urbanistica Milano, sequestro del cantiere in via Papiniano dopo il ricorso

Urbanistica Milano, sequestro del cantiere in via Papiniano dopo il ricorso

Nuovo capitolo nell’inchiesta sull’urbanistica milanese. Il Tribunale del Riesame di Milano ha ordinato il sequestro preventivo del cantiere del progetto immobiliare in viale Papiniano, ribaltando la precedente decisione del giudice per le indagini preliminari che non aveva convalidato il provvedimento. Si tratta di una torre di otto piani, più due interrati, in costruzione sopra un ex laboratorio commerciale.

Le accuse: abuso edilizio e lottizzazione abusiva

L’inchiesta coinvolge il costruttore e il direttore dei lavori, entrambi indagati per abuso edilizio e lottizzazione abusiva. Secondo quanto sostenuto dalla Procura della Repubblica di Milano, l’intervento sarebbe stato qualificato come “ristrutturazione edilizia” quando, in realtà, avrebbe dovuto essere classificato come una nuova costruzione. In questo caso, spiegano gli inquirenti, la legge prevede l’obbligo di un permesso di costruire e un piano attuativo, invece della sola Scia (segnalazione certificata di inizio attività) presentata.

Il contrasto tra i giudici: GIP e collegio del Riesame

Il sequestro era stato inizialmente disposto d’urgenza dalla Procura a novembre, ma poi annullato dalla giudice per le indagini preliminari Sonia Mancini, la quale aveva escluso la convalida ritenendo che costruttore e direttore dei lavori avrebbero agito «in buona fede», anche a causa di prassi amministrative “non sempre uniformi” da parte del Comune. Tuttavia, il collegio del Riesame (giudici Galli, Nosenzo e Guadagnino) ritiene che la società costruttrice abbia avviato e proseguito i lavori “pur non avendo la certezza della piena validità del titolo edilizio”. Secondo questa impostazione, non si può parlare di «affidamento incolpevole», specie considerando la consolidata esperienza dell’operatore coinvolto.

Le famiglie acquirenti: una situazione d’incertezza

La decisione del Riesame ha riproposto il disagio delle famiglie che avevano acquistato appartamenti nel nuovo edificio. Filippo Borsellino, rappresentante del Comitato Famiglie Sospese (che riunisce chi è coinvolto in vicende giudiziarie simili), osserva: «Il continuo alternarsi di decisioni giudiziarie – tra sequestri e dissequestri – sta lasciando i cittadini in una situazione di forte incertezza». Molte famiglie, spiega il comitato, risultano bloccate “in un limbo”, con mutui attivi, risparmi investiti e progetti di vita sospesi a causa dello stop ai lavori. Chiedono quindi «un intervento normativo che chiarisca definitivamente le regole urbanistiche, così da uscire da quello che definiamo un vero e proprio ‘vicolo cieco’».

Un caso che interseca le vicende urbanistiche milanesi

Il sequestro di via Papiniano si inserisce in una piu ampia indagine sulla gestione urbanistica della città, che negli ultimi mesi ha visto anche separare e avviarsi verso l’archiviazione alcune posizioni di amministratori di grandi società e studi di architettura. Tuttavia, il capitolo legato al cantiere di viale Papiniano rimane aperto: secondo la Procura, le contestazioni di abuso edilizio e lottizzazione abusiva derivano dalle difformità tra titolo autorizzativo richiesto e reale natura dell’opera, un aspetto che anche secondo i giudici del Riesame richiede prudenza nelle valutazioni amministrative e giudiziarie.

Non è chiaro, al momento, se e quando i lavori potranno riprendere e quale sarà l’esito definitivo dell’indagine. Resta il fatto che, come sottolineano le famiglie colpite dal blocco del cantiere, il susseguirsi di interpretazioni diverse della normativa rischia di produrre gravi ricadute sulla vita dei cittadini e sul tessuto sociale della città.