Tragedia Pioltello. Non era colpa di Trenord, Rfi alla sbarra (SCARICA DECRETO)

di redazione

Sono “condivisibili le conclusioni” della Procura di Milano che ha ritenuto non siano “ravvisabili profili di colpa in capo a Trenord”. Scrive così il gip Sofia Fioretta nel suo provvedimento con cui ha archiviato la posizione di due dirigenti della società di piazzale Cadorna, Cinzia Farisè e Alberto Minoia come chiesto dai pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, nell’ambito del procedimento sull’incidente ferroviario di Pioltello, nel Milanese, nel quale il 25 gennaio del 2018 morirono tre persone e diverse decine rimasero ferite.

A novembre era stata presentata la richiesta di essere parte civile da parte di 66 passeggeri che la mattina del 25 gennaio 2018 erano sul treno regionale deragliato a Pioltello

Mentre da un lato è in corso davanti al gup Anna Magelli l’udienza preliminare per 10 imputati tra manager, dipendenti e tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e la stessa Rfi, un altro giudice accoglie la richiesta dei pubblici ministeri e archivia anche la posizione dell’allora direttore dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e di un suo vice, Amedeo Gargiulo e Giovanni Caruso escludendo anche per loro “profili di co-responsabilità”.

Per il gip il “disastro è al punto zero. Tutto quello che si verifica dopo è la conseguenza di quello che si è prodotto al punto zero”, in prossimità del quale è stato ritrovato un giunto in “cattive condizioni” e dove si staccò un pezzo di rotaia, cosa che fece deragliare il treno. E quindi non è stata rilevata alcuna causa da ricondurre al materiale rotabile, ad anomalie del sistema di frenata o a eventuali errori umani da parte del personale di bordo. “L’esito delle indagini conferma la totale affidabilità del treno coinvolto e la conformità del convoglio alle norme di sicurezza, oltre che il corretto operato dell’azienda, la cui posizione è già stata archiviata con decreto del 23 luglio 2020, e dei suoi responsabili che hanno immediatamente offerto la massima collaborazione all’Autorità giudiziaria, per le verifiche tecniche e documentali”, si legge in una nota di Trenord.