Milano-Cortina 2026, governatori e sindaci scrivono a Draghi: “Non ci sono soldi per le Olimpiadi”

La lettera a Draghi sulle Olimpiadi: “Caro presidente del Consiglio, mancano quattro anni e siamo preoccupati”

“Caro presidente del Consiglio, mancano quattro anni e siamo preoccupati”. Comincia così la lettera che i rappresentanti di Regione Lombardia e Veneto, del Comune di Milano e di quello di Cortina e delle province autonome di Trento e Bolzano hanno spedito a Mario Draghi sul tema delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Al centro della missiva, pubblicata oggi dal Fatto Quotidiano,  la proposta di un cambio al vertice dell’amministrazione della Fondazione che deve organizzare l’evento dove siede, traballante, Vincenzo Novari.

Già a maggio la richiesta di governatori e sindaci di sostituire Novari

Come true-news.it aveva già anticipato, già lo scorso maggio i due governatori (Attilio Fontana e Luca Zaia) e i due sindaci (Beppe Sala e Gianpietro Ghedina) dei territori coinvolti dai giochi paventavano la richiesta di sostituire Novari sui cui pesa il malessere anche del Coni. Draghi, però, aveva chiesto soltanto una una relazione sull’avanzamento dei lavori e delle opere e delle iniziative relative all’attività della Fondazione, ma non aveva ancora deciso per la sostituzione.

La lettera: “La fondazione ha chiuso il suo secondo bilancio consecutivo in rosso: -21 milioni di euro

Adesso il pressing dei governatori si fa più intenso.  Riporta il Fatto Quotidiano: “Fin qui (la fondazione, ndr) si è fatta notare quasi solo per l’inno scelto sul palco di Sanremo, la mascotte disegnata nelle scuole e una sfilza di “ambassador” arruolati alla causa con un compito non meglio precisato (si va dalla mitica Deborah Compagnoni a Francesco Totti, per arrivare persino a Maria De Filippi).

In compenso, ad aprile ha chiuso il suo secondo bilancio consecutivo in rosso: -21 milioni di euro, celebrato come un successo per aver “contenuto” le perdite, da sommare alla decina di milioni persi nel 2020″.

Le previsioni avventate di Novari e gli sgravi sugli stipendi

Nella lettera il nome di Novari non viene mai fatto ma il riferimento a lui è chiaro. E alle sue previsioni troppo sbilanciate e lontane dalla realtà: l’ad della fondazione aveva previsto 550 milioni di euro di sponsor, quasi un terzo del budget ma, in una recente intervista al Sole 24 Ore, aveva annunciato trattative per 280 milioni.

Quindi la metà del totale. E comunque si parla di fumo perchè, ad oggi, pare non sia stato firmato nessun contratto di sponsorizzazione.

A una situazione già precaria si sono aggiunti di recente anche le dimissioni di Diana Bianchedi, delfina di Malagò, e la mossa di Draghi, che a dicembre ha cancellato gli sgravi fiscali per gli stipendi degli organizzatori, a partire da Novari in giù.