La Lega alimenta la crisi, Rixi: “Draghi ma senza i 5 Stelle o andiamo al voto”

Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture del governo gialloverde, conferma a true-news.it. le intenzioni della Lega sulla crisi

Edoardo Rixi, deputato della Lega, ex viceministro delle Infrastrutture del governo gialloverde, lo conferma a true-news.it. Poco dopo l’uscita di una nota congiunta di Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, in cui i due leader del centrodestra di governo, di fatto, avvicinano la strada delle urne. Sì a continuare con Mario Draghi, ma a patto che non ci siano più i Cinque Stelle, il succo della dichiarazione. Peccato che lo stesso premier dimissionario abbia sbarrato la strada a eventuali maggioranze senza i grillini.

Con Draghi senza Conte

Noi siamo per Draghi ma senza i Cinque Stelle. Lui però ha detto che è per un governo con i grillini. Forse perché teme che solo il Pd e il centrodestra di governo avrebbero problemi a stare nella stessa maggioranza”, spiega Rixi a true-news.it. Mentre la crisi di governo va avanti a grandi falcate. Anche per la Lega, in attesa delle comunicazioni del premier in Parlamento previste per mercoledì, ormai la strada segnata è quella del voto anticipato.

Ma la colpa dell’instabilità è tutta di Giuseppe Conte. “Noi siamo per governare, ma dipende cosa si fa al governo. Se io faccio un governo in cui sono costretto a votare cose che non voglio votare è meglio andare alle urne”. Rixi ci tiene a precisare che la responsabilità di ciò che sta accadendo è del Movimento. Perché “fare cadere un governo per un inceneritore è folle. Se facessimo cadere un governo ogni volta che in una città bisogna fare un termovalorizzatore cambieremmo governo continuamente.

Non mi pare che sia caduto un governo per la spazzatura di Napoli”.

Le colpe del Pd e delle larghe intese

Ma anche il Pd di Enrico Letta non è esente da colpe. “Questa situazione è stata provocata anche dal Campo largo di Letta. Se lui avesse evitato di pompare le divisioni interne al M5s e non avesse favorito la scissione di Di Maio, le cose durante le assemblee grilline sarebbero andate diversamente”.

In più – secondo il leghista – “ci sono arrivate provocazioni dal Pd, prendiamo lo Ius Scholae e la cannabis. Ma anche da Renzi con la questione dei taxi e del trasporto pubblico locale non in linea”.

Le larghe intese, al momento, sembrano al capolinea, se viste dalla prospettiva della Lega. “Ho troppa stima di Draghi per credere che cambierà idea. Accettando un governo senza il M5s, noi ci staremmo. Ma se Draghi ha detto quelle cose è perché sa bene anche che tornare al governo in questa situazione lo porrebbe sotto il ricatto di Conte”, ragiona Rixi.

Che mette anche le mani avanti su future e possibili alchimie. “Un eventuale governo senza il centrodestra sarebbe solo il Conte 2 la vendetta. Secondo me la vera idea del Pd e dei Cinque Stelle era far cadere Draghi per fare un governo di centrosinistra. Ma noi a questo non ci stiamo”.

Flashback sul Papeete

L’ex viceministro del primo governo Conte torna indietro nel tempo, alla crisi del 2019, quella del Papeete di Salvini.

“Guardi se fossimo andati a votare allora non ci saremmo trovati in questo caos”, chiosa. Per il resto, “il problema di questo Parlamento è lo stesso della crisi del 2019. Ci sono troppe persone in questo Parlamento che non sono in grado e dovrebbero dedicarsi ad altro, tra i Cinque Stelle ma non solo tra di loro”. Il voto sembra sempre più vicino, anche per la Lega.