Dispositivi medici, la dipendenza italiana dall’Asia. Boggetti: “Pnrr? Occasione per politica industriale”

Dispositivi medici, il Covid ha fatto esplodere le importazioni dall'Asia all'Italia. Le risorse del Pnrr per nuove scelte industriali

“Occasione imperdibile”. Non solo “per il Servizio Sanitario Nazionale” ma “in senso più ampio “come motore di sviluppo industriale del nostro territorio”. Sono in tanti a domandarsi come trasformare le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in opportunità di crescita strutturali del Paese e non solo come una fiche una tantum. Fra questi il Presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Massimiliano Boggetti. Che coglie l’occasione per incrociare sfide e opportunità del Pnrr e fare il bilancio della pandemia con i dati del mercato italiano, dell’import e dell’export, appena elaborati dalla sigla degli industriali che raggruppa le aziende produttrici di dispositivi medici: un comparto da 4.546 aziende e che occupa oltre 112mila dipendenti.

Il Covid ha accresciuto la dipendenza italiana dall’estero

La realtà che il Covid, per ora, ha solo accresciuto la dipendenza italiana dall’estero. Durante l’emergenza sanitaria è calata la produzione dei dispositivi medici made in Italy, innovativi e a chilometri zero, ma aumentato invece l’import (+4,9%) con diminuzione l’export (-5,3%). Il Centro studi di Confindustria Dispositivi Medici ha fotografato una contrazione del 13% dei dispositivi prodotti in Italia per un valore complessivo di 6 miliardi di euro a tutto vantaggio di una importazione che ha superato gli 8,5 miliardi.

Dispositivi medici, boom di importazioni dall’Asia

Nel dettaglio. Le “rotte” della bilancia commerciale di settore vedono un 30% delle importazioni che arrivano dall’Asia, dove la penisola acquista per lo più dalla Cina. E con Pechino si registra un incremento delle importazioni del +15,1%, ma, scrive Confindustria DM è “preoccupante la crescita esponenziale che hanno subito le importazioni dalla Corea (+309,9%)”. A fare la parte del leone sotto Covid sono le importazioni di dispositivi per la diagnostica in vitro, come tamponi e reagenti, che crescono del 476% dall’Asia.

Cresce del 76,5% anche l’importazione di dispositivi elettromedicali dall’Asia e +113,2% dal Sud America. Diminuisce del 100% l’importazione di attrezzature tecniche dall’Africa e del 38,7% dal Nord America. Di contro il generale abbassamento dell’export registra un generale abbassamento del 5,3% fermandosi a quota 5,4 miliardi con picchi che toccano il meno 19,5% verso il Regno Unito, seguito dal meno 14,4% registrato verso la Polonia e meno 12,3% con gli Stati Uniti mentre aumentano invece i “carichi” italiani verso Paesi Bassa, Belgio e Spagna.

Boggetti (Confindustria): “Manca una adeguata produzione interna”

Numeri, duri e crudi, che per il Presidente della categoria industriale raccontano una serie di “criticità presenti nel nostro Paese”. La prima? “Mancanza di una adeguata produzione interna che ci ha spinto a comprare molti beni indispensabili all’estero e la ricerca di prodotti a basso costo che privilegiano il prezzo rispetto alla qualità”. “Laddove i Paesi europei gettavano le basi per costruire un mercato interno forte e autosufficiente – prosegue Boggetti – l’Italia mancava di visione non investendo sulla creazione di un tessuto produttivo solido e diversificato.

Abbiamo fatto poco o nulla per portare in Italia aziende che hanno all’estero know-how e produzione alla ricerca di condizioni più vantaggiose”.

Il Pnrr come strumento per una politica industriale di ampio respiro

Ripartendo da qui “l’occasione Pnrr”. “Irripetibile” dice Massimiliano Boggetti a true-news. A patto di non trattare i soldi del piano come fondi a perdere per risanare una situazione economica dura post Covid, per quanto in miglioramento, ma come leva per “scelte politiche e industriali adeguate” sulle quali edificare “l’auspicato ammodernamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale” afferma il Presidente di Confindustria DM.

Politica industriale di ampio respiro, da troppo tempo dimenticata, che punti alla creazione di distretti, anche educativi e formativi, reti logistico-distributive e misure fiscali per la realizzazione di “infrastrutture e un sistema di gestione della Sanità che consentano di utilizzare al meglio gli strumenti che l’innovazione tecnologica mette a disposizione per massimizzare gli investimenti”.

Confindustria: “Costruire un sistema che metta il paziente al centro”

I Dispositivi medici fanno parte di una più ampia scelta legata alle politiche sanitarie.

Il loro acquisto, come anche l’ammortamento della spesa nel tempo, la vetustà (drammatica nel parco tecnologico-ospedaliero italiano ma il Pnrr ha messo su questo punto 1,5 miliardi anche se destinati a grandi macchinari e attrezzature) riguardano la salute dei cittadini. E per Boggetti si può uscire dall’impasse solo costruendo “un sistema che metta il paziente al centro e che abbandoni il regime del risparmio che ha mostrato tutti i suoi limiti”. “È necessario – chiude il Presidente di Confindustria DM – spostare il focus sulla qualità dei servizi in modo da garantire alti livelli di efficienza. E non è scontato che tutto ciò avvenga perché finora sono stati definiti gli obiettivi delle missioni che toccano il sistema salute, ma non come verranno scaricati a terra nello specifico gli investimenti. La strada è in salita e non sono poche le difficoltà che gli investimenti del Pnrr potrebbero incontrare”.