Ghiaccio marino a picco, lo studio che svela lo choc climatico dell’Antartide

Il ghiaccio dell'Antartide è in crollo verticale. Una recente analisi di due climatologi australiani lo conferma dati alla mano

Il ghiaccio dell’Antartide è in crollo verticale. Una recente analisi di due climatologi australiani, Aarian Purich e Edward W. Doddridge, pubblicata dal portale Nature, mostra dati alla mano l’arretramento massiccio della banchisa del Polo Sud dal 2016 a oggi. La ricerca, dal titolo Record low Antarctic sea ice coverage indicates a new sea ice state, è la più aggiornata e completa sul tema.

Crolla il ghiaccio in Antartide

Il ghiaccio marino antartico svolge un ruolo cruciale nel sistema climatico globale. Dal punto di vista climatologico, raggiunge il suo minimo annuale tra metà febbraio e inizio marzo. Nel 2023, la sua estensione ha superato i record negativi mensili e giornalieri per quel periodo dell’anno. Il 10 febbraio 2023, ha persino superato il record giornaliero minimo stabilito un anno prima. Il 19 febbraio 2023 è stata osservata una nuova estensione minima, con una riduzione del 36% rispetto alla media giornaliera del periodo 1979-2022.

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Il ghiaccio antartico quel giorno era a 1,77 milioni di chilometri quadrati, un calo di 1,02 milioni rispetto alla media del periodo considerato. Praticamente, rispetto alla media il ghiaccio dell’Antartide si è ridotto di una superficie pari a oltre tre volte quella italiana. Questo declino del ghiaccio marino avrà, secondo gli scienziati, impatti significativi. Modificherà la stratificazione e la circolazione degli oceani, influenzando lo scioglimento basale sotto le piattaforme di ghiaccio e aumentando l’erosione costiera. Inoltre, altererà la produzione di acqua densa sulle piattaforme e avrà effetti contrastanti sulle colonie di pinguini Adelia e imperatore, oltre a modificare le attività umane lungo la costa antartica.

Il crollo del ghiaccio antartico è forse la più dirompente manifestazione dell’impatto globale del cambiamento climaticop.  Le emissioni di gas serra di origine antropica sono state identificate come la principale causa del riscaldamento dell’Oceano Antartico, e sembra esserci un collegamento con il cambiamento di regime nel ghiaccio marino antartico. Nonostante in passato il ghiaccio marino sia aumentato nonostante le temperature globali in aumento, ora sembra che stiamo assistendo al suo declino, come previsto dai modelli climatici.

Il ghiaccio in ritirata

Il portale australiano 360info ha dato un’attenta esposizione di questo processo, producendo sul tema anche una dettagliata infografica. Il 2016 è dato come anno dell’inizio di questo trend.

 

 

“Ultimamente, il ghiaccio marino sembra rispondere ai fattori atmosferici in modo diverso rispetto al passato, suggerendo un’influenza più forte da parte dell’oceano che varia lentamente”, ha scritto la testata. “Parti dell’oceano che si trovano a 100-200 metri sotto la superficie hanno iniziato a riscaldarsi nel 2015, e quelle stesse regioni hanno perso una notevole quantità di ghiaccio marino nel 2016. Da allora, il caldo oceano sotterraneo sembra aver mantenuto una bassa copertura di ghiaccio marino”. In quest’ottica appare evidente che il calo record del ghiaccio marino del 2023 potrebbe rappresentare la nuova anormalità, l’inizio dell’inevitabile declino del ghiaccio marino antartico. Un tema su cui si devono interrogare i decisori globali. L’Antartide, sciogliendosi gradualmente, può impattare duramente sul fronte degli equilibri globali della temperatura degli oceani e del livello dei mari. Ogni stravolgimento del continente australe avrà effetti planetari. Ancora tutti da dimostrare concretamente.