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Riportare la salute mentale al centro dell’agenda politica

Riportare la salute mentale al centro dell’agenda politica

(Adnkronos) –
Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità e Osservatorio Motore Sanità, in occasione della Giornata mondiale per la salute mentale 2023: “Ricordiamo che sono necessari subito 2 miliardi di stanziamento per arrivare a coprire le gravi carenze a cui stanno andando incontro i Dipartimenti di Salute Mentale”.
 

Roma, 10 ottobre 2023 – “È necessario riportare la tutela della salute mentale al centro dell’agenda di governo, sia nazionale sia a livello regionale”, ha detto Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità e Osservatorio Motore
Sanità, nella sua presentazione contenente i dati del rapporto del MES e ISS del 2022. L’occasione è il convegno “STIGMA E AWARENESS IN SALUTE MENTALE” del Coordinamento nazionale dei Direttori dei DSM italiani – in collaborazione con ASL Roma 1 e Motore Sanità – in corso di svolgimento a Roma, nella giornata mondiale per la salute mentale 2023.  

Il Dottor Zanon ha poi proseguito dicendo che: “Per fare questo le varie anime della psichiatria devono concordare sugli obiettivi da raggiungere, unirsi e coordinarsi al meglio per non dare alibi alla politica di non prendersi in carico il problema della tutela della salute mentale. Ricordiamo che sono necessari subito 2 miliardi di stanziamento per arrivare a coprire le gravi carenze a cui stanno andando incontro i Dipartimenti di Salute Mentale. Stanziamento che può essere anche progressivo di risorse umane soprattutto e di fondi, e che deve essere accompagnato da una diminuzione della disomogeneità territoriale tra le offerte dei Dipartimenti di Salute Mentale e da indicatori di outcome, così come avviene nelle altre discipline del Servizio Sanitario Nazionale”.  

LO STIGMA BLOCCA LO SVILUPPO DELLA SALUTE MENTALE
 

Giuseppe Ducci, Direttore DSM ASL Roma 1, ha posto poi l’accento sul tema della giornata di lavori: lo stigma che “non è legato soltanto all’atteggiamento delle singole persone, ma può essere anche istituzionale e che frena, blocca, impedisce lo sviluppo della salute mentale. Rifiutare i farmaci innovativi ai pazienti psichiatrici perché considerati di ‘serie B’ rispetto ai pazienti oncologici, ad esempio, è espressione dello stigma – continua il Professor Ducci –; “diminuire le risorse per la salute mentale perché ‘non importa’, quando invece i maggiori problemi dopo il Covid sono per la salute mentale è stigma; considerare tutte le persone che commettono reati come malati e quindi collocarli in un’area indefinita di devianza tra delinquenza e malattia mentale è stigma”.  

SINERGIE TRA REALTÀ PUBBLICHE E PRIVATE
 

“Il lavoro del Dipartimento di Salute Mentale punta a mettere in atto tutte le azioni necessarie per prevenire ogni forma di stigma”, aggiunge Mariarosaria Barbera, coordinatrice del Percorso ADP del DSM ASL Roma 1. “Abbiamo sviluppato negli anni un’importante esperienza rivolta a pazienti gravi – il Percorso di assistenza domiciliare che ha in carico attualmente 154 utenti. Questo coniuga due aspetti: da una parte la realizzazione di progetti di sostegno a vivere in casa, ma anche nel contesto di vita (con vicini, negozianti, agenzie del territorio, associazioni, ecc.), al fine di potenziare le reti relazionali e l’inclusione sociale; dall’altra l’importanza del sostegno dei nostri utenti ad esercitare i loro diritti di cittadinanza, accanto all’assunzione di responsabilità. Lo stigma si combatte attraverso una corretta informazione, un lavoro di presenza e di contaminazione all’interno dei quartieri, in un’ottica di potenziamento di sinergie tra le realtà pubbliche e private presenti nel territorio”.  

DIRITTO UMANO INALIENABILE
 

“Oggi parliamo di stigma e contestualmente anche di consapevolezza”, sottolinea Daniela Pezzi, già Presidente della Consulta Regionale per la Salute Mentale. “Consapevolezza che tra le associazioni è molto ridotta, perché stanno facendo un pericoloso passo all’indietro. È come se avessero rinunciato a rivendicare il loro diritto ad autotutelarsi, a partecipare alle decisioni in tema di politica sanitaria. Ciò non toglie che migliorare la qualità dei servizi di salute mentale sia possibile: difendere la propria mente e il proprio benessere mentale è un diritto umano e universale, a cui non dobbiamo rinunciare. Solo se facciamo squadra possiamo invertire la rotta. A questo proposito, sono molto contenta che il tema della giornata mondiale della salute mentale 2023 venga collocato all’interno del quadro dei diritti umani, visto che la perdita degli stessi sta toccando varie fragilità e varie categorie di persone e che si sta facendo di nuovo un gran calderone, dove ci si butta dentro quello che è considerato il rifiuto”.  

Si ringraziano per il contributo incondizionato Angelini Pharma e Janssen Pharmaceutical companies of Johnson & Johnson. 

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