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L’evoluzione del concetto di lavoro nel settore del marketing e non solo, il pensiero di Nadia Kasa

L’evoluzione del concetto di lavoro nel settore del marketing e non solo, il pensiero di Nadia Kasa

(Adnkronos) –
Milano, 22 agosto 2022 – Il significato che abbiamo attribuito alla parola “lavoro” fino a oggi non è più lo stesso, che lo si voglia vedere o meno sta cambiando sotto i nostri occhi. Ce lo confermano i dati che leggiamo sui quotidiani, tanto che il 2022 è stato l’anno in cui migliaia di giovani in massa hanno dato le dimissioni nei settori più disparati. 

Secondo la ricerca dell’AIDP Associazione per la Direzione del Personale ripresa dal Corriere della Sera a gennaio di quest’anno i settori che rimangono scoperti sono Informatico e Digitale (32%), Produzione (28%) e Marketing e Commerciale (27%).  

Le fasce di età più coinvolte sono due: 26-35 e 36-45 anni. 

Queste generazioni non si rivedono più nella vecchia concezione di “lavoro” nel senso letterale del termine, la parola lavoro deriva dal latino labor che significa pena, sforzo, fatica, in alcuni casi viene tradotto con sofferenza. 

Dunque in un periodo storico in cui al centro viene posto l’individuo con le sue necessità e il suo benessere, questa visione di lavoro si scontra fortemente con le nuove generazioni che affianco alla realizzazione professionale mettono anche lo sviluppo di un’appagante vita sociale e legata all’esperienza: famiglia, svago, sport, viaggi. 

In uno dei settori che coinvolge la ricerca, il Marketing, qualcuno la pensa esattamente così, come è il caso di Nadia Kasa, Consulente SEO e Blogger su kasadellacomunicazione.it che propone il servizio di
SEO Milano e formazione SEO. 

Quando si parla di lavoro ancora oggi in molti contesti si associa il lavoro alla fatica, alla pena, alla sofferenza, un modello che nelle generazioni passate legava la fatica al compenso e il compenso al mantenimento della famiglia. 

L’uomo moderno non è più così, si è evoluto, è alla ricerca di qualcosa che sia legato alla realizzazione personale e che spesso risponda alla domanda “perché sono qui?”. La risposta può essere vista nella realizzazione di qualcosa dal punto di vista professionale o in altri ambiti di vita. 

Personalmente, in alcuni periodi dell’anno dedico molto tempo ai progetti professionali, ma penso che l’equilibrio sia trovare il giusto spazio per tutto, così da vivere una vita appagante. 

In Europa e in generale nei Paesi moderni si sta facendo strada un approccio più libero nella gestione del lavoro, grazie a iniziative come il lavoro da remoto e il lavoro a “risultato”, una visione diversa rispetto a quella tradizionale, più in linea con il periodo storico in cui viviamo. 

Diverse aziende in Islanda, Nuova Zelanda e Giappone stanno assumendo modelli che promuovano stili di vita in cui viene restituito “tempo” alla persona che contribuisce alla crescita aziendale, questo al contrario di ciò che si pensa ha contribuito ad una crescita considerevole. 

Questo è il caso della sede Microsoft a Tokio che ha sperimentato il modello della settimana corta (da lunedì a giovedì) nell’agosto del 2019 su 2.300 dipendenti, con un incremento della produttività del 39,9%. 

Come si può applicare questo modello di lavoro nel mondo dei liberi professionisti? 

Innanzitutto sviluppando un ottimo metodo per la gestione del tempo, catalogando le varie attività e attribuendogli un tempo di esecuzione, eliminando ogni tipo di distrazione. In questo modo un’attività che prima veniva svolta in 4 ore, con una buona gestione può essere dimezzata ed eseguita con la stessa qualità, se non superiore. 

In secondo luogo fare una scelta in termini di clienti, nel mio caso fino a quando svolgerò la professione in solitaria ho deciso di arrivare a un massimo di cinque clienti al mese da seguire sulla
SEO, si tratta per lo più di imprenditori che vogliono far crescere il sito della loro azienda su Google in modo organico e richiedono la mia consulenza.  

Questa è una scelta di qualità del servizio che dunque rimane sempre elevata e di quantità di ore da dedicare ai progetti, così da darmi la possibilità di sviluppare altre passioni e generare nuove idee. 

Questo scatena un circolo di autosoddisfazione che in modo conseguente migliora la mia efficienza nella consulenza con il cliente: sono soddisfatta io, l’azienda cresce ed è soddisfatto l’imprenditore. 

La tematica principale delle aziende per il futuro sarà: il benessere aziendale, cioè l’attenzione alla qualità di vita dei collaboratori che ricordiamolo “non lavorano o dipendono da noi”, ma “concorrono alla crescita della nostra azienda”. 

Iniziare a modificare le parole che utilizziamo per definire le cose è un primo passo per orientarsi su questa strada. 

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