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Investire nell’immobiliare con il crowdfunding

Investire nell’immobiliare con il crowdfunding

(Adnkronos) –
Bologna, 23 Giugno 2023 – Il crowdfunding immobiliare sta diventando una diffusa modalità di gestione del risparmio dei singoli e delle famiglie anche in virtù del ritorno dell’investimento sull’operazione, sempre più appetibile rispetto alle opportunità di investimento “tradizionale” che il mercato obbligazionario può offrire.  

Ne abbiamo parlato con Riccardo Marchetti, CEO della piattaforma di raccolta fondi BrickUp, specializzata in operazioni immobiliari. Con sede a Bologna, regolarmente autorizzata dalla CONSOB, dopo tre operazioni già concluse in overfunding è in procinto di avviarne una quarta che promette rendimenti stimati del 22% in 2 anni, con ulteriori premialità in relazione al capitale investito.  

Ma che cos’è il crowdfunding? Il termine ha da tempo acquisito larga consapevolezza nel linguaggio odierno e conserva un legame a doppio filo con gli investimenti.  

Spieghiamo brevemente il suo significato: il crowdfunding è un metodo di finanziamento che coinvolge un gruppo di persone – solitamente attraverso una piattaforma online – finalizzato a raccogliere fondi per un progetto o un’iniziativa specifica.  

Invece di affidarsi a un unico finanziatore, come una banca o un investitore tradizionale, il crowdfunding permette alle persone di contribuire finanziariamente all’idea o al progetto di qualcun altro. Se da un lato è una ghiotta opportunità per il proponente dell’idea, che può così intercettare i fondi necessari per realizzarla “scavalcando” i tradizionali intermediari (come le banche) e i relativi limiti di accesso al credito e tempi, dall’altro lato diventa un’interessante occasione di investimento per i singoli finanziatori che, di solito, possono così giungere a rendimenti superiori alla media di mercato. 

Si tenga conto che ogni tipologia di progetto può essere oggetto di una raccolta crowdfunding e che le modalità di finanziamento sono diverse. Ad esempio, al lending crowdfunding è spesso contrapposto l’equity crowdfunding, a seconda che la partecipazione degli investitori avvenga con capitale di debito o di rischio: se nel crowdlending gli investitori partecipano a un progetto prestando i propri fondi e, naturalmente, attendendosi un ritorno positivo sotto forma di interessi, nell’equity crowdfunding gli investitori acquistano quote di proprietà e partecipano agli utili o alle vendite dell’azienda o del progetto così supportato. 

Riccardo Marchetti ce lo spiega raccontandoci l’ultima operazione in procinto di partire: “Residenze Via Verdi”, a Castel Maggiore, in provincia di Bologna. 

“Tenere i soldi nei nostri conti correnti è oggi improduttivo, soprattutto se consideriamo l’elevata crescita del tasso di inflazione negli ultimi 18 mesi – afferma Marchetti – Per tutelare i nostri risparmi dobbiamo intercettare soluzioni di investimento che offrano rendimenti superiori all’8% annuo. Una sfida importante se non si vogliono affrontare ipotesi molto speculative, ad alto rischio, specialmente in un periodo dove la volatilità dei vari titoli è molto alta.”  

Ad esempio, oggi con un capitale minimo di 1.000 euro è possibile diventare soci di un’operazione immobiliare che in 24 mesi può portare ad un rendimento lordo del 22%. I vantaggi possono ulteriormente aumentare per gli investitori che dispongono di maggiori fondi da investire: per investimenti superiori a 100.000 euro, ad esempio, non è prevista nessuna commissione d’ingresso, mentre chi decide di investire più di 300.000 euro non solo non paga alcuna commissione d’ingresso, ma ottiene anche una premialità aggiuntiva del 2% sul rendimento di 24 mesi, arrivando così a percepire il 24% lordo. 

Premesso che ogni operazione di investimento include sempre dei rischi che ogni investitore dovrà valutare con attenzione in funzione della propria propensione al rischio, l’esperienza positiva delle operazioni appena concluse e la specificità del progetto in fase di realizzazione non possono certo passare inosservate a un investitore attento. 

Nel caso specifico, infatti, si tratta di un’operazione nel comune di Castel Maggiore che prevede la realizzazione di 25 appartamenti distribuiti su due palazzine, senza nessun consumo di suolo e contestuale riqualificazione dell’area di interesse. Il team di sviluppo si è impegnato per ottenere ottimi risultati dal punto di vista energetico e della riduzione del rischio sismico: i nuovi edifici verranno realizzati in classe energetica A4 con un miglioramento di almeno due classi nel rischio sismico.  

Un progetto in linea con i nuovi trend dell’abitare: attici di ampia metratura, balconi ai piani intermedi e piacevoli giardini privati contraddistinguono le abitazioni al pian terreno. La posizione si colloca in un’area molto tranquilla della cittadina, non troppo distante dal centro abitato, molto vicina al centro commerciale “Le Piazze” e a pochi minuti d’auto dal centro storico di Bologna. A conferma della qualità del progetto e della fiducia in esso riposta, 9 dei 25 appartamenti sono già stati acquistati. 

“Ogni progetto proposto da Brick Up è soggetto a una rigida due diligence: non possiamo certo correre il rischio di farci promotori di progetti che non hanno le giuste potenzialità di successo! – prosegue Marchetti – Attivare una piattaforma di equity crowdfunding e avere la possibilità di raccogliere fondi è stata una gestazione importante che ha reso Brick Up alla stregua di un intermediario finanziario. Di fatto, organizziamo delle piccole quotazioni pubbliche di piccole medie imprese specializzate nel settore immobiliare e ciò vuol dire che per diventare piattaforma di equity crowdfunding occorre essere iscritti a un apposito albo al termine di un’attenta analisi dell’autorità competente (CONSOB), che rilascia l’autorizzazione per esercitare questo tipo di attività”. 

Una garanzia di sicurezza non certo marginale per gli investitori, costantemente rafforzata da un profondo monitoraggio che è coerente con la rilevanza dei servizi erogati. “L’autorizzazione è corredata da diverse policy obbligatorie che obbligano Brick Up a rendere pubblici, per singola raccolta, diversi documenti – conclude il CEO di Brick Up – L’imprenditore proponente dovrà trasmettere un business plan completo e puntuale, la visura e i bilanci delle società coinvolte, il CV dei soggetti che dirigono l’azienda e la certificazione dei requisiti di onorabilità. A tutela dell’investitore sono presenti altri presidi, come il diritto di ripensamento entro 14 giorni dall’investimento e il diritto di co-vendita”. 

Per maggiori informazioni
 

Sito web: brickup.it
 

Brickup s.r.l. 

Viale A. Oriani, 7-9 

40137 Bologna (BO)