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Olimpiadi, tutti al Tar. I numeri per Intesa-Esselunga e il ricorso dei Cabassi

I proprietari del Forum di Assago contro l'Arena Olimpica: tutti i numeri (che fanno discutere) nel quartiere di Intesa Sanpaolo ed Esselunga

Come un fulmine a ciel sereno che si abbatte sulla sorniona campagna elettorale per le comunali di Milano. Irrompe il ricorso Tar della famiglia Cabassi contro la nuova Arena Olimpica di Santa Giulia per Milano-Cortina 2026. I proprietari del Forum di Assago (relegato al pattinaggio di figura per le Olimpiadi 2026), dopo un anno e mezzo difficile causa Covid, non hanno digerito la variante urbanistica concessa a maggio dal Comune di Milano a favore di Milano Santa Giulia spa (Gruppo Risanamento controllato da Intesa Sanpaolo) ed Esselunga, i proprietari delle aree futuro epicentro della manifestazione a cinque cerchi.

Olimpiadi, i motivi del ricorso al Tar dei Cabassi

Il ricorso ai giudici amministrativi non è ancora stato reso pubblico ma sono diversi i punti che hanno portato i legali della storica famiglia di immobiliaristi a mettere mano alla carte bollate. Primo su tutti, la genesi stessa dalla nuova arena olimpica: la Milano Santa Giulia Arena o Pala Italia. Infrastruttura completamente privata che nella variante va a sostituire ciò che era previsto in precedenza dall’Accordo di Programma del 2004 sul quartiere: l’Auditorium, il grande Centro Congressi pubblico. La cui realizzazione, si legge nei documenti di Palazzo Marino, è oggi “inattuale”.

L’Arena privata al posto del Centro Congressi pubblico

L’Arena di Rogoredo diverrà invece la più grande d’Italia, con una capienza massima di 16mila posti e dotata di un’area esterna da oltre 10mila metri quadrati per eventi all’aperto. Milano Santa Giulia ha già siglato un accordo per la sua realizzazione e gestione successiva alle Olimpiadi con la multinazionale del settore eventi e biglietteria Cts Eventim. Ad agosto è stato staccato il primo assegno (in realtà saranno più tranche nel corso del tempo) da 20 milioni di euro. L’investimento complessivo è pari a 180 milioni. Inizio lavori nel 2022, fine nel 2025.

Pala Italia, il Comune potrà usarlo 2 giorni l’anno

Il Comune di Milano potrà usarla solo “nella misura massima di due giorni l’anno” per l’organizzazione di “manifestazioni o iniziative benefiche, istituzionali e/o comunque senza fini di lucro” si legge nelle 2427 pagine di delibera comunale che la giunta guidata da Beppe Sala ha varato il 17 maggio 2021 e che il consiglio comunale di Palazzo Marino ha approvato dieci giorni dopo, il 27 maggio. Si chiameranno “Giornate Convenzionate”: verranno stabilite dalla proprietà poi comunicate all’ente pubblico con quattro mesi di preavviso. Saranno previsti 25 ingressi gratuiti a favore del Comune e tariffe agevolate tra l’8 e il 12% rispetto ai prezzi di listino per i soggetti che abbiano ottenuto il patrocinio dell’amministrazione comunale. Serviranno a organizzare, almeno una volta all’anno, un evento benefico di carattere sportivo o di intrattenimento, da pubblicizzare e poi devolvere l’incasso al Comune di Milano. Se ciò non avvenisse il privato dovrà corrispondere 40mila euro a sostegno dell’attività promozionale sportiva milanese, direttamente alle casse di Palazzo Marino.

Superfici: + 100mila mq per l’edilizia libera

Gli altri aspetti principali che prestano il fianco a ricorsi e controricorsi riguardano volumetrie e superfici edificabili sul quartiere in mano a Intesa Sanpaolo ed Esselunga. La superficie lorda pavimentabile è stata aumentata di 100mila mq per l’edilizia libera (appartamenti a prezzi di mercato), di 13mila mq l’edilizia convenzionata, di 27mila mq il terziario direzionale, di 40mila il commercio. Identiche le superfici destinate a edilizia sociale a favore dei ceti più deboli che rimangono in carico al Comune di Milano. Mentre calano di 63mila mq il ricettivo e l’edilizia alberghiera. Formalmente i volumi rimangono invariati, perché spariscono le residenze universitarie non calcolate nell’indice precedente, ma per i proprietari delle aree è un affare mica da ridere, anche alla luce della certa rivalutazione dei valori immobiliari nel post Olimpiadi. Obiettivo primario di queste modifiche? “Ricreare le condizioni di sostenibilità economico-finanziaria del piano a fronte delle dinamiche negative del contesto di Mercato, e del forte incremento dei costi di bonifica” si legge.

Gli oneri di urbanizzazione: 115 milioni (a scomputo)

L’operazione genererà un importante flusso di oneri di urbanizzazione per il Comune di Milano, stimati in quasi 115 milioni di euro. Saranno realizzati a scomputo – come si dice in gergo – con opere pubbliche eseguite dai privati. Fra le più importanti: una scuola primaria del valore di 15 milioni di euro, strade e sottoservizi per 33 milioni, il secondo lotto della Paullese da 20 milioni e un parco da 22 milioni di euro.