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Il Fondo monetario: se il 2022 è stato difficile, il 2023 per l’Italia sarà da incubo

Il Fondo Monetario sull’Italia: fino a qui tutto bene

Perchè questo articolo potrebbe interessarti? Una nota del Fondo monetario internazionale ribassa le stime di crescita per l’economia mondiale. Nubi di tempesta all’orizzonte lasciano prevedere che il peggio debba ancora arrivare. Per l’Italia la crescita del 2022 è positiva, ma sono previste recessioni. Il 2023 si prospetta da incubo. 

“Il peggio deve ancora venire”. Pierre-Olivier Gourinchas, direttore del dipartimento ricerca del Fondo monetario internazionale, da Washington lancia previsioni tutt’altro che serene, per il mondo e per l’Italia. L’Outlook mondiale, diramato dal Fmi, internazionale rivede al ribasso la crescita dell’economia mondiale; in particolare quella dell’eurozona. L’invasione russa dell’Ucraina, l’inflazione e il rallentamento della Cina. Sono questi i fatti che, da mesi, condizionano pesantemente l’economia globale. Se il 2022 si sta già rivelando un anno difficile, il 2023 potrebbe essere da incubo.

Piove per tutti, anche per l’Italia

Questo secondo le stime dell’Fmi, che da Washington sembra dettare la linea alle politiche nazionali e continentali. “Serve mano ferma per affrontare le nubi temporalesche che si stanno accumulando sulla scena economica mondiale“.

Previsioni grigie per tutti. Anche per l’Italia, per la quale però il Fondo sembra delineare prospettive lievemente migliori. L’Fmi ha stimato una previsione di crescita superiore a Francia e Germania per il 2022; ma un forte rallentamento per l’anno prossimo. Sia a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia, sia per l’impatto della stretta monetaria.

Il 2023 da incubo dell’Italia secondo il Fondo

Nei prossimi mesi il mondo sarà in recessione tecnica. Ma, stando ai dettami della nota del Fondo, dovremo comunque cercare di assistere i più deboli; magari cercando anche di ridurre il debito pubblico. Il tasso di disoccupazione italiano diminuirà quest’anno; ma tornerà a crescerà il prossimo anno, al contrario dell’eurozona. Le stime dell’Fmi prevedono un calo all’8,8% nel 2022, dal 9,5% del 2021. Ma la disoccupazione aumenterà nel 2023, ritornando al 9,4%. Oltre due punti percentuali in più della media europea.

Dovrebbe rimanere invariata, almeno per quest’anno, la previsione di crescita globale: al 3,2%. Nel 2023 però sarà al 2,7 per cento; un calo di oltre 20 punti percentuali, rispetto alle rosee stime del Fondo dello scorso luglio. Il rallentamento sarà generalizzato, a causa della contrazione delle tre principali economie del pianeta: Usa, Eurozona e Cina.

L’Eurozona ci trascina al ribasso

Se per il Pil cinese il Fondo prevede una ripresa nel 2023; le stime per l’Eurozona sono di frenata. La crisi energetica, accentuata dalla guerra, sarà tutt’altro che transitoria. Quando le cose vanno male, l’Italia è spesso quella che sta peggio. Così il World Economic Outlook taglia di 0,9 punti la stima sul Pil italiano del 2023: fino al -0,2%. Una crescita negativa è attesa anche in Germania (-0,3%) con un taglio di 1,1 punti rispetto alle stime dello scorso luglio. Si tratta delle due performance peggiori tra le economie avanzate e nell’Ue sul 2023. Sono anche gli unici casi di recessione prevista assieme alla Svezia (-0,1%). Numeri che anticipano una recessione tecnica ormai imminente.

LEGGI IL WORLD ECONOMIC OUTLOOK DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE