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Brunello Cucinelli fa imbarazzare Gedi per la doppia intervista a La Stampa e Repubblica

Brunello Cucinelli, quella doppia intervista al Gruppo Gedi fa discutere. E anche la sua filantropia anche verso i no-vax

Doppia intervista. Doppio imbarazzo in casa Gedi. In molti hanno pensato: non è esattamente l’idea del secolo. I No Vax? “Fuori dall’azienda, li pago lo stesso” ha titolato La Stampa l’intervista del 22 luglio al Cavaliere del Lavoro Brunello Cucinelli, patron della Spa che porta il suo nome e Presidente e Amministratore Delegato di Fedone S.r.l.

Brunello Cucinelli, una mossa verso i no-vax che fa discutere

Per lui – ottimista sulla ripresa – una mossa a tutela del “99%” dei suoi dipendenti vaccinati contro il Covid. Messi a rischio dall’1% di irriducibili. Sarà. Ma, secondo molti osservatori economici, lasciare a casa stipendiate le persone non pare essere la nuova frontiera per garantire politiche attive del lavoro e mantenimento dell’occupazione dopo lo sblocco dei licenziamenti.

Brunello Cucinelli e le interviste a Gedi

A far specie però è altro nell’ambiente editoriale. Stesso giorno: 22 luglio. Su Repubblica appare a tutta pagina un titolo. “Brunello Cucinelli: a chi non si vaccina dirò ti pago, ma non lavori”. Stessa intervista esclusa sensibilità e penna degli autori. Stesso gruppo editoriale, Gedi-Exor seppur attraversato dalle diverse sensibilità familiari della famiglia Agnelli-Elkann. Una curiosità mica da ridere. Parrebbe che le due interviste parallele non siano state minimamente coordinate dai quotidiani che appartengono allo stesso gruppo e che il Cucinelli non si sia prodigato nell’avvisare le testate di quanto stava per verificarsi.

Il periodo d’oro di Cucinelli e le sue operazioni finanziarie

Del resto l’imprenditore sta attraversando una fase che nell’ambiente finanziario definiscono “interessante” della sua vita ma, soprattutto della sua comunicazione personale e societaria. Un esempio? Il linguaggio liturgico-religioso di alcuni comunicati dati alla stampa. Il 14 luglio infatti la Fedone Srl guidata da Cucinelli completa la cessione di 640mila azioni ordinarie di Brunello Cucinelli spa. Lo 0,95% del capitale sociale, a un prezzo di 47,2 euro per azione per complessivi 30 milioni che finiscono nelle tasche della famiglia freschi freschi. L’operazione è riservata a investitori qualificati in Italia e istituzionali all’estero e il ricavato verrà utilizzato per investire culturalmente a Solomeo – bordo dell’Umbria. Una normale operazione finanziaria, se vogliamo dettata anche dalla filantropia di Cucinelli, ma nemmeno di particolare rilievo.

Brunello Cucinelli? Anche filantropo, non solo imprenditore

Come viene comunicata? Con queste parole: “Il fine di questa piccola ma importante operazione è ancora una volta dettato dal grande amore per la custodia e la vita di questo luogo e delle sue genti che è Solomeo, luogo della mia anima da me definito: Borgo del Cashmere e dell’Armonia. Questa raccolta fondi permetterà alla mia Famiglia e alla nostra Fondazione, di realizzare un’opera straordinaria nel nostro piccolo borgo, un’opera che io definisco un “progetto a mille anni. Questo progetto rientra da sempre in quell’idea di custodire ed abbellire l’umanità. Con quotidiana convinzione ribadisco con forza la mia volontà e della mia Famiglia di rimanere nel lunghissimo periodo azionisti della società, mantenendo la maggioranza assoluta delle azioni. Da qui vorrei augurare alla mia comunità e alla mia Famiglia, che il Creato vegli su di loro”.

Finanziere, imprenditore, novello poeta e accanito sostenitore dei vaccini tanto da decidere di rimetterci soldi di tasca propria. Forse il “Borgo del Cashmere e dell’Armonia” (con le maiuscole) fa miracoli anche sui capitalisti.