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Grattacielo A2A. Patuano: “Smart working? I lavoratori hanno bisogno di una casa”

Il Presidente di A2A a True-News: “Cambiamenti epocali nel mondo del lavoro ma servono luoghi di aggregazione”

Qualcuno che ha storto il naso c’è di fronte al progetto del nuovo grattacielo di A2A – la multiutility dell’energia controllata dai Comuni di Milano e Brescia. Ma come – è la domanda dei maligni – gli uffici sono vuoti, a cosa serve costruire un grattacielo? Marco Patuano, Presidente di A2A, risponde a distanza. “Probabilmente è vero che il mondo del lavoro ha subito un cambiamento epocale ma è altrettanto vero che i lavoratori non possono fare a meno di momenti di aggregazione importanti”. Anche perché per Patuano “tutti parlano di smart working” mentre in realtà si riferiscono “alla remotizzazione del lavoro”. Lei quindi non ci crede? “I lavoratori hanno bisogno di una casa e noi abbiamo deciso di scommettere su un grande progetto”. È la “Torre Faro”, 154 metri di torre cilindrica progettata dallo studio Citterio-Viel che prenderà in vita in piazza Trento cambiando per sempre lo skyline di una delle zone di Milano più “vibranti” sotto il profilo delle trasformazioni urbanistiche. Una nuova sede dalla quale affrontare le vere sfide che attendono il mercato dell’energia a cominciare da riconversione e sostenibilità. Per il Presidente di A2A “macrotendenze mondiali su cui il Covid, per assurdo, ha dato un impulso”. Trend dove A2A deve giocare una partita da “protagonista essendo il secondo più grande generatore di energia in Italia”. Un piazzamento che fa sì che “per noi tutto il tema delle rinnovabili e delle fonti energetiche alternative sarà oggetto di un grande programma di investimento”. Come lo sarà “l’economia circolare”. In questo senso, chiude Marco Patuano, “la Lombardia è già un’isola virtuosa all’interno però di un contesto e di una situazione troppo variegata in Italia che necessita di grandi investimenti”.