Economia di guerra: cos’è? Dobbiamo prepararci?

Economia di guerra: cos'è e come l'Italia si deve preparare. Il premier Draghi ha spiegato le possibilità e le tempistiche.

Economia di guerra: cos’è e come l’Italia deve prepararsi a questa possibilità. Il premier Draghi ha spiegato e sottolineato cosa faranno il nostro Paese e l’Unione Europea.

Economia di guerra: cos’è?

Attuare un piano di Economia di guerra vuol dire concentrare tutte le forze economiche del Paese su un conflitto in corso, nel 2022 sulla guerra in Ucraina. In un’economia di guerra le risorse vengono rese disponibili per gli armamenti, il mantenimento e la mobilitazione degli eserciti e per organizzare la produzione a sostegno della guerra.

Le fonti di finanziamento restano le tasse dei cittadini, il debito pubblico, le donazioni e l’inflazione.

“Oggi esborsiamo 300 milioni nell’emergenza per l’assistenza macro-finanziaria all’Ucraina. È il primo pagamento previsto nel pacchetto da 1,2 miliardi. Quindi ancora più risorse sono in arrivo”, ha scritto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen su Twitter.

Dobbiamo prepararci?

Dobbiamo prepararci ma non è assolutamente un’economia di guerra, ha detto il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi a margine del vertice informale dei Capi di Stato e di governo dell’Unione Europea sul Modello europeo di crescita e di investimento per il 2030.

Ho visto degli allarmi esagerati. Prepararsi non vuol dire che ciò debba avvenire sennò saremmo già in una fase di razionamento. Dobbiamo ri-orientare le nostre fonti di approvvigionamento e ciò significa costruire delle nuove relazioni commerciali”, ha aggiunto.

Ritornando al discorso delle sanzioni decise dall’Unione Europea contro la Russia, il premier italiani ha ribadito che “sono molto pesanti”, ma  che potranno “essere anche più pesanti, l’importante è essere consapevoli che hanno un impatto su famiglie e imprese”.

Bisogna perciò prendere provvedimenti immediati perché “questa situazione, se non sarà affrontata, ha il potenziale di fratturare il sistema economico europea spingendolo verso il protezionismo”.

LEGGI ANCHE: Aziende italiane in Russia: quali sono e cosa rischiano