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Chi è Francesca Donato, ex leghista che ironizza sul medico morto di Covid (e poi si scusa)

Francesca Donato, l'europarlamentare della Lega, con un post su Twitter ha ironizzato sulla morte per Covid di un medico provocando polemiche.

Francesca Donato, l’europarlamentare della Lega, con un post su Twitter ha ironizzato sulla morte per Covid di un medico provocando polemiche. Il 21 settembre ha abbandonato la Lega.

Chi è Francesca Donato, l’europarlamentare della Lega

Francesca Donato è nata ad Ancona  il 25 agosto del 1969 ed è cresciuta spostandosi in varie città del Nord Italia, tra cui Torino, Mogliano Veneto e Padova.

Studia lingua e letteratura straniere al Liceo linguistico. Dopo il diploma di maturità, lavora saltuariamente per la Philip Morris International come interprete per clienti stranieri.

Nel 1996, si laurea in Giurisprudenza all’Università di Modena, e inizia ad esercitare l’attività forense a Padova nel ramo penale. Nel 1999 sposa l’imprenditore palermitano Angelo Onorato e si trasferisce a Palermo.

Nel 2013 fonda a Palermo l’associazione “Progetto Eurexit”, che promuove idee critiche nei confronti della moneta unica europea. Nel 2014 viene candidata come indipendente alle elezioni europee dalla Lega Nord nelle circoscrizioni Italia Insulare e Nord-Est.

Poi arriva l’esperienza europea sempre per la Lega. Nel 2019 si candida per la seconda volta con la Lega alle elezioni europee nella circoscrizione insulare e viene eletta al Parlamento europeo.

Hanno suscitato numerose polemiche sui media le sue dichiarazioni che evidenziavano le analogie tra la frase di un medico “il vaccino rende liberi” al motto Arbeit macht frei, visibile all’ingresso di molti Lager. L’Auschwitz Memorial ha risposto, invitando a non strumentalizzare: “quelle parole sono diventate una delle icone dell’odio umano che ha portato a innumerevoli morti. 

Ironia sul medico morto di Covid

Francesca Donato è una convinta antivaccinista e contraria al green pass. Il 5 settembre 2021, sul suo profilo Twitter, ha ironizzato sulla notizia della morte di un medico vaccinato, causata proprio dalla Covid-19, deridendo il comportamento della famiglia appena colpita dalla tragedia.

Il tutto è nato da un articolo sulla morte del medico Castelvetrano, ucciso dal Covid a 64 anni nonostante la doppia dose di vaccino. Nel pezzo era citata la posizione dei familiari che – ricordando l’impegno in prima linea del loro congiunto – di fronte alla tragedia hanno voluto lanciare un appello per la vaccinazione.

L’articolo è stato ripreso da Donato che in tweet che definiva quelle dichiarazioni «credibili quanto una barzelletta». Pronta risposta però della figlia del medico, Anna Ditta, che ha invitato l’europarlamentare leghista a rispettare la famiglia «invece di speculare e criticare la nostra credibilità».

Francesca Donato: prima ironizza e poi si scusa

Francesca Donato, dopo la risposta della figlia del medico al suo ironico e fuori luogo tweet, ha cancellato il post per poi scusarsi e rispondere anche alle polemiche che hanno suscitato la sua ironica battuta social.

La parlamentare leghista, rivolgendosi ad Anna Ditta, la figlia del sanitario di Castelvetrano morto di Covid, ha scritto: “Non intendevo affatto offendere lei né la sua famiglia e tantomeno speculare sulla perdita di suo padre. Ero scettica rispetto al fatto che nel momento del lutto ci teneste a consigliare il vaccino a tutti. Mi scuso se comunque l’ho offesa e le porgo le mie sincere condoglianze”.

Francesca Donato ha poi cancellato il tweet che ha suscitato polemiche e ha affidato ad un video postato su Facebook e sul suo blog la spiegazione di quanto accaduto: “Ieri su un mio tweet è stata gonfiata una polemica pretestuosa. Ho affermato che mi sembrava credibile quanto una barzelletta che di fronte al lutto familiare la figlia trovasse tempo e voglia di occuparsi della strategia vaccinale. Ho erroneamente attribuito quelle parole ad una iniziativa del giornalista. Penso che tutti i morti vadano sempre rispettati e lasciati riposare senza essere usati come strumenti di una tesi o del suo opposto”.